La svolta del Pd toscano: a ottobre il nuovo segretario

La road map dell Pd toscano, che ancora resta il partito più votato nella nostra regione, adesso è abbastanza definita ma gli esiti non sono affatto chiari.

L’assemblea regionale di sabato ha deciso che a ottobre ci sarà il congresso. Non è stata una decisione semplice, al di là dell'apparenza. Ci sarà infatti da eleggere il nuovo segretario, dopo un interregno piuttosto turbolento seguito alle dimissioni di Dario .Parrini.

Chi guiderà il partito dovrà gestire alcune partite importanti: già nel 2019 ci saranno le elezioni comunali a Firenze, Prato e Livorno. Il rischio di perdere anche il comune capoluogo di regione e la vicina Prato c’è, l'emorragia di voti negli ultimi tempi sembra una tendenza irreversibile.

A Livorno c’è la volontà chiaramente di riprendersi il comune ma l’impresa non sarà facile. Nello stesso giorno (l’ultima domenica di maggio) si voterà anche per le europee, che saranno di fatto il primo banco di prova politico generale dopo il 4 marzo. Una ragione per pensare che questioni più ampie (Europa sì-Europa no per esempio ma anche le misure economiche del nuovo governo) incideranno su quel voto.

Nel 2020 invece ci saranno le elezioni regionali. E qui la sfida per il pd toscano è ancora più difficile. Perché centrodestra e centrosinistra oggi sostanzialmente si equivalgono, e Rossi (che pure ha lasciato da tempo il Pd) non potrà proseguire il suo mandato. La corsa interna è già partita, per ora sono venuti allo scoperto (ma solo in parte) Stefania Saccardi e Eugenio Giani ma due anni sono ancora molto lunghi. Un paio di altri assessori regionali hanno le carte in regola per tentare la scalata e poi ci sono anche possibili outsider. Vedremo, il ruolo del nuovo segretario sarà centrale e determinante.

Una cosa è certa, almeno oggi: non ci saranno elezioni anticipate in Toscana, la maggioranza ha rinsaldato il legame, il voto sarà regolarmente nel 2020.

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