Quartiere Venezia: “Il Senso della Paura”

LIVORNO – Quartiere della Venezia tra “Senso del Ridicolo” e “Senso della Paura”, dove il primo è luogo di cultura, confronto, umorismo e ha il suo termine, diversamente per l’altro “Senso”.

Quartiere venezia, il senso della paura

Quartiere storico per eccellenza della città, l’unico rimasto urbanisticamente e architettonicamente legato al suo passato, quando fu edificato dalle acque a partire dalla seconda metà del seicento, divenendo un piacevole richiamo che ricordava la Venezia della Serenissima, da cui il nome del quartiere.

Da un anno a questa parte alcune zone specifiche vivono l 'incubo costante della violenza sotto casa.

Da anni è sempre stato piuttosto sentito il fastidio da parte dei residenti a manifestazioni come Effetto Venezia per problemi legati al parcheggio delle proprie auto, alla confusione fino alla tarda ora e agli episodi legati a quei nottambuli in preda ai fumi dell’alcool che schiamazzavano.

Poi il quartiere è andato man mano arricchendosi di locali, offrendo piacevoli angoli dove trascorrere la serata ed invogliando la gioventù a frequentare la zona, dando vita alla cosiddetta “movida” che si muove tra queste strade antiche le sere del venerdì e del sabato specialmente.

Movida che è andata degenerando e per la quale la popolazione dei residenti è insorta arrivando a fare in modo che l’Amministrazione Comunale di allora desse il via ad un iter di collocamento di opportune telecamere di controllo.

Telecamere che poi sono andate ad indirizzarsi prioritariamente al controllo veicolare, creando quella sorta di  “Varco aperto” e “Varco chiuso” che se da una parte ha restiuito il “senso” del parcheggio, dall 'altra ha inciso sulle economie dei locali che andavano moltiplicandosi, tagliando sulle entrate e costringendo alcuni di questi a pensare di andare altrove.

Qualcosa d'altro però è successo, perché nel corso dell’ultimo anno il quartiere è divenuto una corsia preferenziale per lo spaccio delle sostanze stupefacenti e a l’ombra di un portone semichiuso, qualche cittadino che non se la sente di apparire in video in prima persona, racconta di bande differenti che si contendono la “piazza” a suon di risse e assalti.

Gli esposti alla Questura non si contano più, a detta delle persone avvicinate.

In mezzo a questo decadimento, c’è anche quello morale e di educazione che si insinua tra i fumi alcolici di quella parte dei giro clientela che non si accontenta di passare una buona serata e va oltre.

Il parroco della Chiesa di Santa Caterina ha evidenziato più volte che oltre all’acqua che scorre lungo i fossi della Venezia, scorre droga di qualsiasi genere e trova chi la consuma.

In viuzze buie ma anche in luoghi insospettabili come di fronte a l’ingresso del bel Museo della Città.

Nei nostri notiziari delle 14.30, 20.30 e a seguire come anche i diretta su Live TV, la voce di chi ha voluto parlare raccontandoci il “Senso della Paura”.

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