FIRENZE – La prima sfida per la nuova segretaria del PD in Toscana? “Riprendersi Livorno”. E’ perentoria e ottimista, Simona Bonafè, che domenica sera è stata eletta al vertice del partito con le primarie aperte. Oltre agli iscritti infatti hanno potuto votare anche gli elettori e i simpatizzanti.
Lei, alla fine, ha ottenuto il 63,2 % dei voti, il suo avversario Valerio Fabiani si è fermato al 36,8%. Tutti i dati sono qui.

la prima conferenza stampa di Simona Bonafè
Perché Bonafè cita subito eso prattutto Livorno? Certamente perché ai suoi occhi è un simbolo, il più grande, di un percorso all’indietro che ha portato il suo partito alle batoste sonore nella maggioranza degli altri grandi comuni. Al Pd sono rimasti solò tre grandi centri: Firenze, Prato e Lucca.
Il tracollo finale c’è stato nel giugno 2018, con le sconfitte a Pisa, Massa e Siena.
Adesso lei spera di invertire la rotta, e vuole ricominciare proprio da Livorno. Nelle prime frasi dette davanti ai giornalisti si spinge oltre, dice che sarà possibile recuperare molti voti che nel 2014 sono andati ai “5 Stelle” e in questo modo l’esito del voto sarebbe molto diverso.
A Livorno, come a Firenze, Prato e in altri 185 comuni toscani, si voterà – salvo sorprese - il prossimo 26 maggio, insieme alle europee. L’eventuale ballottaggio si svolgerà il 9 giugno.
La segretaria, in vista di questa sfida così impegnativa e difficile, ritiene intanto confortante l’ottima partecipazione alle primarie di domenica (con più di 45mila elettori nei 623 seggi allestiti in tutta la regione). E poi insiste anche sul concetto che le sta molto a cuore, quello dell’unità del partito.
In fondo è proprio per questo che Matteo Renzi l’aveva individuata, quasi come una ‘carta vincente’ rispetto ai tanti nomi che circolavano.

Simona Bonafè
Bonafè, europarlamentare, è evidentemente estranea alle tante tensioni interne in Toscana. Ed è questa unità – sottolinea – che vogliono soprattutto gli elettori. Se poi basterà a risalire la china davvero non è ancora possibile dirlo, di certo – l’ammette lei stessa – “c’è molta strada ancora da fare”.









