LIVORNO - Si è concluso con una prova ‘su strada’ l’incontro internazionale (VEDi qui) del progetto ‘Autopilot’. Su un piazzale del porto di Livorno abbiamo visto muoversi da sola (anche se all’interno ovviamente c’era il conducente) un prototipo di Jeep Renegade, prodotta da Fiat-Chrysler. Ha rispettato i limiti di velocità, ha calcolato il tempo di frenata davanti all’ostacolo, ha ‘letto’ il semaforo giallo o rosso. E il risultato, per i programmatori, è stato ottimo.

Autopilot, la prova 'su strada' al porto di Livorno
Ancora più ambiziosa un’altra prova su strada, quella in un tratto della Firenze-Pisa-Livorno. In questo caso la macchina si limitava a ricevere gli impulsi, e agiva il conducente, ma tutto è andato bene. Riusciva a captare il pericolo di allagamento, a vedere prima il cantiere dei lavori, a segnalare a sua volta ad altri veicoli incidenti o rallentamenti.

l'interno dell'abitacolo
Nel nostro telegiornale delle 20.30 del 19 ottobre ascoltiamo le parole di Stefano Corsini, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Tirreno settentrionale, di Francois Fisher, che è a capo di Ertico, l’organismo europeo per l’implementazione di questo tipo di trasporto, e di Paolo Pagano, del Cnit – il consorzio interuniversitario – che guida il laboratorio.
In questa ultima settimana, proprio a Livorno, 47 imprese hanno lavorato nella Stazione Crociere, per collaudare, nell’ambito del progetto europeo Autopilot, i sistemi di comunicazione e automazione veicolare di ultima generazione.
La scelta dell’Unione Europea di individuare il porto di Livorno come primo sito nazionale per sperimentare le attività di test della guida intelligente “non è causale – si legge in una nota - ma cade a quasi due anni di distanza dagli ETSI ITS Plugtest™, la campagna di test di interoperabilità dei sistemi intelligenti di trasporto cooperativi (C-ITS) ospitata dall’allora Autorità Portuale di Livorno e dalla Regione Toscana. Solo che adesso la logistica 4.0 può contare anche sulla possibilità, per i mezzi, della guida autonoma”.
Al convegno che ha concluso i lavori di questi giorni sono intervenute aziende di primo piano, a livello mondiale, mentre la connettività ultra-veloce e la rilevazione dei dati sono state garantite da Tim
C’è anche un elemento di sicurezza in più, perché, hanno spiegato i tecnici, tutte le informazioni non provengono dai social come accade nelle applicazioni più popolari di oggi, ma “arrivano dalla rete telematica della superstrada e vengono processate ‘come vere’ dal veicolo autonomo solo quando vengono confermate dalla ‘Sala Radio’ della FiPiLi. In questo caso il veicolo aziona le funzioni di guida automatica».
Anche il porto di Livorno è rimasto sempre connesso al veicolo autonomo grazie a MoniCa, la piattaforma digitale che per tutto il tempo necessario ha inviato alla Jeep la notifica istantanea di ogni tipo di evento (incidenti, allagamenti), provocando così la reazione automatica della vettura.
“Un porto – ha dichiarato il presidente della Port Authoirty, Stefano Corsini – non è fatto solo di dighe, fondali, banchine e piazzali ma di reti tecnologiche in grado di comunicare con navi, treni, veicoli connessi. Riteniamo premiante il fatto di essere stati selezionati dall’UE per questa campagna di sperimentazione su larga scala: la guida autonoma cambierà completamente il mondo del trasporto e Livorno è pronta a fare da apripista al cambiamento”.
Soddisfatto anche il responsabile del progetto AUTOPILOT di ERTICO, François Fischer: «Livorno è uno dei nodi centrali del Corridoio Scandinavo-Mediterraneo ed è all’avanguardia nel campo dell’Innovazione Tecnologica. È significativo quindi che proprio qui, nella città dei Quattro Mori, istituzioni, operatori telefonici, costruttori di auto e fornitori di servizi abbiano deciso di sviluppare nuove inedite sinergie nel campo dell’Internet of Things: l’obiettivo è quello di sviluppare una mobilità ecosostenibile, sicura ed efficiente».









