LIVORNO – Alla vigilia dell’elezione del suo successore, Alessandro Franchi incontra i giornalisti e consegna loro un corposo dossier con le cose fatte e quelle che restano ancora in sospeso. Si voterà mercoledì 31 ottobre, potranno farlo fino alle 20 tutti i 298 consiglieri comunali dei comuni della provincia (97 di loro sono dell’Elba), la scelta sarà tra Marida Bessi (sindaco di Capraia Isola) e Maurizio Papi (primo cittadino di Porto Azzurro), tra i pochi in realtà che potevano candidarsi, visto che la legge prevede che chi si trova a fine mandato non può farlo.
A gennaio scadrà anche il mandato dei consiglieri provinciali e quindi, salvo ulteriori proroghe, ci sarà un’altra elezione prima delle elezioni amministrative di maggio 2019, che nella provincia livornese interesseranno tutti i comuni più grandi.

Alessandro Franchi
Franchi spiega i risultati ottenuti al nostro telegiornale, ma nel dialogo con i giornalisti evidenzia anche alcune contraddizioni della riforma. La prima è evidente: questa riforma era costruita nella prospettiva di un’abolizione di questi enti, ma il referendum istituzionale è andato in tutt’altra direzione.
La seconda ‘stranezza’ è che si vota quando, perlomeno a Livorno, molti sindaci sono a meno di un anno dalla fine del loro mandato, e questo non ne ha consentito la candidatura.
Infine c’è un aspetto generale, una richiesta che accomuna in realtà tutte le province e chi le presiede: servono maggiori risorse per garantire lo svolgimento delle competenze che le province ancora hanno: dalla manutenzione di alcune strade, all’edilizia scolastica (a proposito, Franchi ha confermato che entro l’anno ci sarà la sistemazione degli spazi per l’istituto Vespucci e il liceo Enriques, nel capoluogo), fino alla protezione civile (particolarmente d’attualità in questi giorni).
C’è una valenza politica nel voto del 31 ottobre? “No – risponde – è vero che c’è una candidata che fa riferimento all’area del centrosinistra e uno invece al centrodestra, ma la questione è che il presidente adesso non ha un vero ruolo politico”. Un limite, forse, di certo è la realtà dopo questa riforma incompiuta.
Per Franchi, che è sindaco a Rosignano Marittimo, è stato bello ma anche faticoso fare il presidente, forse – notano un po’ tutti – lo sarà ancora di più per il nuovo presidente, che arriverà dall’Elba o da Capraia. Pensate che a causa del maltempo si è rischiato fino a ieri anche il rinvio del voto, proprio perchè erano i forse i collegamenti dalle isole.









