LIVORNO - Generatività, il festival per un futuro diverso. A Livorno si è aperta la due giorni dedicata al confronto tra culture per immaginare un futuro diverso. E' stato intitolato il Festival della generatività, e come ha sottolineato Suor Raffaella Spiezio Presidente della Fondazione Caritas di Livorno, "questo è solo un inizio". Un inizio di dialogo per confrontarsi su culture diverse, su storie diverse partendo dal basso per comprendere i bisogni degli altri. Ad aprire la prima giornata al Museo di Storia Naturale di Livorno è stato un emozionante monologo. A scriverlo è Giobe un ragazzo arrivato dal Gambia quando aveva 18 anni. "Provate a immaginare" racconta Giobe al pubblico " provate a immaginare di poter mangiare una volta al giorno nel caldo torrido del deserto, provate a immaginare il mare a perdita d'occhio per poter arrivare qui" Ma io sono orgoglioso, sono orgoglioso di chi mi ha insegnato la lingua italiana, sono orgoglioso di chi mi ha accolto, sono orgoglioso di chi mi allena a calcio, sono orgoglioso di incontrare occhi diversi" Poi l'applauso e l'emozione di Giobe che si scioglie in un pianto. Lui ha aperto la prima giornata del festival che intende regalare a Livorno un momento di confronto nato all'indomani dell'alluvione di un anno fa di fronte allo spettacolo di dolore e alla distruzione seminata dalle acque ma anche di fronte alla straordinaria prova di cuore offerta alla città. L'evento è promosso dalla Caritas di Livorno insieme a Caritas Italiana, Fondazione Livorno, Arci, Misericordia di Montenero, Svs e Associazione Jonas.

Giobe racconta la sua storia
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