Secondo un portale web specializzato, il suo è il 15° ristorante su 28 di Korschenbroich, nella Renania Settentrionale. Ma per Pasquale Galesi, 39enne, originario della Sicilia e residente a Rosignano Marittimo (LI)- quello era un rifugio abituale per trascorrere le serate in compagnia di familiari.
Ed è qui che l’altra sera la Landespolizei, la polizia locale della Renania Settentrionale, quella di Neuss, su indicazione dei Carabinieri di Livorno, lo ha trovato e arrestato.

Il risotrante della Renania Settentrionale (Germania) dove è avvenuto l'arresto
Dall’inizio del mese di settembre, infatti, Pasquale Galesi si era sottratto alla cattura nell’ambito dell’operazione “Solfa”. E' lui è il terzo complice. E gli è stata notificata un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Livorno. L'accusa è quella di aver esportato e speso in Svizzera migliaia di euro falsi, unitamente agli altri complici già arrestati il 6 settembre scorso.
La Polizia Giudiziaria Federale svizzera, sulla base delle segnalazioni e delle informazioni pervenute da più polizie cantonali, ricostruiva diversi episodi di spaccio di banconote false. Il taglio prevalente era da 50 Euro, tutte dello stesso lotto delle 300 sequestrate il 15 dicembre 2017. I fatti, ci informano i Carabinieri, sono avvenuti in territorio elvetico, attribuibili ai due soggetti tratti in arresto e ad altri complici.
Le indagini condotte poi dal Nucleo Investigativo di Livorno e dalla Compagnia di Cecina consentivano di identificare gli altri complici e di accertare che gli indagati nel dicembre 2017 si erano recati almeno due volte nella provincia di Napoli per rifornirsi da ignoti fornitori delle banconote false.
Nei giorni immediatamente successivi gli stessi hanno introdotto clandestinamente in Svizzera il contante contraffatto. Lo hanno speso in diversi esercizi commerciali del Canton Ticino, perlopiù in casinò e sale da gioco, lo hanno cambiato con valuta vera.
Le banconote contraffatte sono state almeno un migliaio (per un valore nominale di non meno 50.000 Euro), acquistate ad un prezzo non superiore di 10.000 Euro.
Dalla fine dell’estate i Carabinieri del Nucleo investigativo di Livorno non hanno mai smesso di cercare il terzo complice. E adesso le indagini hanno portato a questo nuovo arresto.









