LIVORNO – Mancano sei mesi esatti al voto amministrativo. Sarà uno dei test più importanti in Toscana, in un election day (il 26 maggio) che interesserà più di 180 comuni. I capoluoghi sono tre: oltre a Livorno ci sono Firenze e Prato. E poi, per fare solo degli esempi, andranno al voto i cittadini di quasi tutti i comuni della provincia di Livorno e di moltissimi di quella di Pisa.
Fermento in tutti i partiti
Anche durante questo weekend, proprio a Livorno, ci sono stati molti appuntamenti politici di rilievo, utili a capire come si muovono gli schieramenti.
Il Movimento 5 Stelle, che governa oggi la città, correrà certamente da solo. Anche l’iniziativa per dare un riconoscimento ai figli dei cittadini stranieri scava un solco ancora più profondo con gli alleati di governo della Lega.
Il Partito Democratico esce allo scoperto e prova a sondare le forze più vicine. Dal 27 novembre ha già annunciato che incontrerà, nell’ordine, Città Diversa (la lista di Cannito), poi Futuro, Buongiorno Livorno, Oltre per Livorno. L’obiettivo è quello di sondare la possibilità di un’alleanza di centrosinistra, magari spostata un po’ più verso sinistra e il civismo.
Il cantiere del centrodestra
E’ in pieno movimento anche il cantiere del centrodestra. In due distinti servizi del nostro telegiornale della sera del 24 novembre, Fratelli d’Italia e Forza Italia chiedono che con la Lega ci sia un’unica strategia e un solo candidato. “Il format – dice Paolo Barabino, vice coordinatore regionale degli azzurri – è quello che ci ha premiato in tutta la Toscana”.

Paolo Barabino e Maristella Bottino (Forza Italia)
Il problema però è che adesso a Roma c’è il gelo tra gli ex alleati, lo stesso Barabino convoca i giornalisti per ‘demolire’ la manovra del governo. Dà la colpa prevalentemente ai 5 Stelle, certo, ma deve ammettere che la Lega si è discostata parecchio dalle sue politiche iniziali. Aggiunge la coordinatrice provinciale Maristella Bottino: "Per ora nomi non ce ne sono, l'effetto-annuncio rischierebbe di bruciarli".
Il voto amministrativo, evidentemente, è considerato ‘altra cosa’ rispetto a quello per il Parlamento e allo stesso voto europeo (che riguarderà tutti gli italiani, quello stesso giorno). Ma non è detto che la ‘geometria variabile’ delle alleanze alla fine sia compresa a fondo da tutti gli elettori. Un esempio su scala più grande, quella regionale, si è avuto mercoledì 21 novembre durante il dibattito sull’aeroporto di Peretola.









