LIVORNO - Tensione politica e istituzionale sul porto, sugli accosti, sulle banchine. E interventi diretti (e duri) della politica e delle istituzioni. Prima c'è stata un’interpellanza urgente al governo di trentasei parlamentari di Forza Italia, adesso c'è una nota del sindaco di Livorno Filippo Nogarin. Lo scontro sulle banchine del porto di Livorno, che chiama in causa grandi imprenditori ma anche Autorità Portuale e Autorità Marittima, fa dunque registrare un sussulto anche in queste ore di fine anno.
Cominciamo dalla nota del sindaco di Livorno, che riportiamo integralmente: “Ieri ho saputo che, a causa di alcune frizioni con la Capitaneria di porto, la compagnia di navigazione Grimaldi Lines potrebbe decidere di abbandonare il porto di Livorno. Lo dico in maniera molto chiara: questa città non può permettersi di lasciar scappare un armatore così importante, perché un eventuale addio si tradurrebbe in una perdita significativa di posti di lavoro e questo sarebbe intollerabile.
Mi pare che sia in corso un vero e proprio braccio di ferro tra Capitaneria e Autorità portuale. Un braccio di ferro di cui sono poco chiare le ragioni e i contorni e dunque non intendo entrare nel merito di quanto sta accadendo. Ma una cosa è certa: interverrò personalmente presso il ministero dei Trasporti per fare in modo che qualsiasi tensione venga smorzata e che si tuteli anche in questo caso l’interesse pubblico. La nostra città, in passato, ha già pagato un prezzo troppo alto in termine di posti di lavoro perduti a causa di scelte politiche sbagliate fatte nel porto di Livorno. Ora basta, l’addio di Grimaldi deve essere scongiurato in ogni modo”.
L’interpellanza di Forza Italia parlava di “ingerenza del comandante del porto in ambiti di competenza propria dell’Autorità di sistema portuale, il cui presidente abdicando di fatto alle proprie funzioni e prerogative, consente che scelte di regolamentazione, promozione e controllo delle operazioni e dei servizi portuali siano condizionate da un esercizio inappropriato dei poteri di polizia marittima”.
Vengono citati anche alcuni casi (due in particolare, il 15 e il 27 dicembre) in cui il comandante ha negato lo sbarco a due navi, autorizzate invece dall’Autorità di Sistema Portuale.









