Mons. Giusti parla della situazione in porto

LIVORNO - Il Vescovo di Livorno Monsignor Giusti si è soffermato sulle vicende che riguardano il porto di Livorno. Ai microfoni di Granducato con alle spalle la rada del porto labronico ha spiegato la sua visione su inchieste, confronti e polemiche legate allo scalo marittimo. Giusti ha ricordato come ognuno debba giocare il proprio ruolo ma l'obbiettivo principale dovrà essere quello di non immobilizzare lo scalo e di non penalizzare i lavoratori. Il vescovo ha riassunto le sue idee in un documento pubblicato anche sul sito della diocesi: "Quanto sta avvenendo nel porto di Livorno potrà portare grande chiarezza nella portualità nazionale perché, da quanto è dato sapere, sembrerebbe che norme non univoche, abbiano portato a decisioni confliggenti fra autorità del Porto di Livorno e a denunce per abuso d’ufficio. Se qualcuno ovviamente ha violato deliberatamente la legge individualmente ne risponderà. Se emergerà invece l’ambiguità di norme portuali, sarà l’occasione per una loro interpretazione autorevole da parte della magistratura oppure sarà l’occasione utile per chiedere al potere legislativo, di fare la dovuta chiarezza.

Monsignor Giusti

Non vogliamo certamente pensare che amministratori plurimi negli anni, si siano persi dietro corruttele varie e pertanto non crediamo neppure opportune dimissioni di alcuno prima del pronunciamento della magistratura. Le dimissioni inoltre avrebbero probabilmente come risultato un sicuro rallentamento se non un fermo non si per quanto, dello sviluppo del Porto di Livorno. Il rischio evidente in questa situazione è che gli appalti dei bacini minimo si rimandino a chi sa quando e così pure le gare per la costruzione della nuova Diga Foranea e della Darsena Europa. Chi pagherebbe ancora una volta il prezzo più alto sarebbero non gli operatori marittimi ma i disoccupati i quali vedrebbero allontanarsi opportunità numerose di lavoro.

La magistratura faccia suo dovere, la politica se necessario legiferi, le Autorità del Porto di Livorno proseguano con immutato zelo nell'opera di ammodernamento del Porto di Livorno e nella crescita dei traffici per il bene comune dei marittimi e di tutta la città. I livelli occupazionali del Porto non debbono essere le prime e certe vittime di questa nuova delicata situazione portuale.

È veramente spiacevole constatare che quando sembrava il Porto di Livorno avesse trovato la strada per il suo rinnovamento, tutto improvvisamente rischi di  bloccarsi con l’eventualità che si torni nell'immobilismo, forse caro a qualcuno ma non certamente ai tanti poveri della città: anche dal Porto, lo ribadiamo, essi si attendono nuove opportunità di lavoro.

Ognuno faccia il suo dovere. Nessuno si condanni prima del giudizio definitivo della magistratura, tutti si adoperino per il bene della città. La sconfitta di Caio potrà forse piacere a qualcuno come l’affermarsi di Sempronio ma questa partita porta con se, la certa disfatta, della città di Livorno che da una nuova conflittualità in Porto, ha tutto è solo da rimetterci". L'intervista a Giusti andrà in onda nei nostri tg e nella trasmissione "Porto all'Orizzonte"

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