Unità dei cristiani, la preghiera finale a Livorno. Insieme anche un appello per i migranti

LIVORNO _ C’era molta gente nella chiesa di San Giovanni per la preghiera conclusiva della Settimana per l’Unità dei Cristiani (qui l'articolo sull'apertura del 18 gennaio). E all’altare, insieme al vescovo cattolico, c’erano i pastori protestanti e i preti ortodossi.
L’incontro si è svolto in un clima di coralità e partecipazione. In fondo iniziative come queste servono anche a conoscersi, a fare rete, a creare comunità. Dice mons. Simone Giusti, vescovo di Livorno, che di passi avanti ne sono stati fatti già molti e forse non è neppure lontana la possibilità che si arrivi ad unire davvero tutti i cristiani.

unità dei cristiani, fedeli in preghiera

E’ stata la Comunità di Sant’Egidio, molto attiva anche a Livorno, a promuovere quest’ultimo appuntamento. In questa stessa chiesa il mese scorso è stato organizzato, sempre da Sant’Egidio, il pranzo di Natale, con 400 persone. Nel nostro tg runner tra il 24 e il 25 gennaio c’è un ampio servizio, con le interviste al prete ortodosso e al vescovo cattolico.

unità dei cristiani, la preghiera a Livorno

unità dei cristiani, la preghiera a Livorno

Migranti, l'appello congiunto

Intanto a Roma, a livello nazionale, si registra un appello comune per l’accoglienza dei migranti sottoscritto da Cei, Comunità di Sant’Egidio, Tavola Valdese e Federazione delle Chiese Evangeliche.

«Sull’immigrazione si deve cambiare linguaggio e intervenire: salvare chi è in pericolo, ampliare i corridoi umani-tari, aprire nuove vie di ingresso regolare». L’appello è «perché si continui a vivere uno spirito di umanità e di solidarietà nei confronti dei migranti». Perché se l’accoglienza «per tutti è un dovere, nei confronti di chi abbandona il proprio Paese rischiando la vita» per i cristiani «si tratta di un obbligo morale». È per questo «che abbiamo sentito la necessità di unire le nostre voci, così come insieme abbiamo lavorato in tante occasioni» come nella «realizzazione dei primi corridoi umanitari, avviati dal 2016 da Comunità di Sant’Egidio, Tavola Valdese, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Cei e Caritas italiana».

A firmare l’appello sono stati il pastore Eugenio Bernardini, Moderatore della Tavola valdese; Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio; il pastore Luca Maria Negro, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia; il vescovo Stefano Russo, segretario generale della Cei. Celebriamo «il dono dell’unità e della fraternità fra i cristiani – si legge – e desideriamo spiegare a tutti che per noi aiutare chi ha bisogno non è un gesto buonista, di ingenuo altruismo o, peggio ancora, di convenienza: è l’essenza stessa della nostra fede. Ci addolora e ci sconcerta la superficiale e ripetitiva retorica con la quale ormai da mesi si affronta il tema delle migrazioni globali, perdendo di vista che dietro i flussi, gli sbarchi e le statistiche ci sono uomini, donne e bambini ai quali sono negati fondamentali diritti umani: nei Paesi da cui scappano, così come nei Paesi in cui transitano, come in Libia».

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