San Miniato celebra giorno ricordo

SAN MINIATO - Celebrato il giorno del ricordo a San Miniato con un consiglio comunale aperto alla presenza dei ragazzi.

Studenti delle classi quinte dell'IT Cattaneo e delle classi terze della scuola media di San Miniato, con la proiezione di un'intensa intervista a Lucia Cossetto.

Si tratta della sorella di Norma, la studentessa istriana stuprata in branco e infoibata dai partigiani di Tito nella prima ondata di violenze anti italiane.

Così il Comune celebra  nella sala gremita della Fondazione Conservatorio Santa Chiara, il Giorno del Ricordo.

Giorno istituito nel 2004 il 10 febbraio, per commemorare le vittime dei massacri delle Foibe e dell'esodo Giuliano-Dalmata.

A presiedere la seduta è stato il presidente del consiglio comunale Vittorio Gasparri, alla presenza del sindaco Vittorio Gabbanini.

Per le scuole del dirigente dell'IT Cattaneo e dell'Istituto Comprensivo “Sacchetti”,l professor Alessandro Frosini e di Marzia Bellini ex presidente del consiglio comunale.

Bellini realizzò l'intervista a Lucia Cossetto.

Dopo gli interventi introduttivi da parte delle autorità, è la volta della proiezione della video-intervista che ha ripercorso i tragici avvenimenti di Norma Cossetto.

La sua “colpa” è quella di essere figlia del dirigente locale del Partito Nazionale Fascista, e ora divenuta la figura-simbolo delle Foibe.

Alla conclusione dei lavori tutte le autorità presenti hanno avanzato un appello affinché la verità storica non venga più tradita.

Occorre dare il meritato spazio al ricordo perché simili atrocità non si ripetano.

“Se oggi siamo qui a rendere omaggio a tutte queste vittime – ha spiegato il sindaco Gabbanini -, lo dobbiamo a intellettuali, studiosi e associazioni che non hanno mai perso la speranza"

Una speranza legata al veder riconosciuta la sofferenza di queste donne e questi uomini, entrando a pieno titolo nell’identità nazionale e volendo portare al di sopra di tutte le ideologie la verità storica”.

Una verità che abbisogna di obiettività storica nel narrato ma al contempo sappia riflettere sulle atrocità commese in nome e per conto di idee che non giustificano l'azione in se.

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