LIVORNO - Nuova tappa del Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi nella città labronica.
Un doppio appuntamento legato al problema della erosione delle coste e come ulteriore controllo alla ultimazione dei lavori di ripristino dei danni provocati dalla alluvione del settembre 2017.

279 cantieri oramai in fase di chiusura totale mentre prende il via la gara per realizzare una cassa di esondazione del fiume Ugione, mentre la gara per lo stombamento del Rio Maggiore ha avviato il suo procedere.
Tappa sul rio Popogna, nelle vie sommerse dal fango, sul rio Maggiore.
Alcuni residenti delle zone colpite gli vanno incontro e fanno a lui un regalo.
Riconoscono il suo impegno continuo e personale.
Investimenti per 85 milioni col fine di mettere in totale sicurezza il quadrante idrografico della città.

Un intervento capillare fatto di argini, ponti, vie d'acqua "libere".
"In futuro, con quanto fatto, saremo in grado di impedire il verificarsi di una tragedia come quella del settembre 2017.
"Non possiamo assicurare la cosa al 100% perchè la natura è imprevedibile, ma sicuramente un contenimento massiccio".
Chiosa su questioni urbanistiche ricordando che se dai toponimi si evince indicazioni come Stagno, Paduletta e quant'altro, non si dovrebbe costruire".
Rimane la nota imbarazzante nel constatare che a fronte dell'elenco dei danni sofferti da aziende e privati in quella occasione e indicati in una cinquantina di milioni, alla prova concreta dei fatti non si oltrepassa i 7.

Poi c'è il problema successivo, pe ril quale Rossi ha dato appuntamento ai comuni delel province di Massa-Carrara, Pisa e Livorno al Museo di Storia naturale.
Interventi legati al necessario ripascimento dei trati di costa danneggiati dalle mareggiate dell'ottobre 2018.
Un totale di 34 kilometri di coste, pari al 14% dell'intero litorale sabbioso.
Su questo sono stati stanziati 13 milioni di euro.
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