FIRENZE - Il 4 ottobre 2019 saranno i Comuni della Toscana ad offrire l’olio per la lampada che arde dinanzi alla tomba del patrono d’Italia San Francesco, ad Assisi. Non accadeva dal 1999.
Ogni anno infatti le diverse regioni italiane si alternano in questo gesto di omaggio. La Conferenza Episcopale Toscana ha affidato il coordinamento ai vescovi Rodolfo Cetoloni (Grosseto) e Giovanni Roncari (Pitigliano-Sovana-Orbetello). Sono entrambi francescani, guideranno tutta la fase di preparazione. E porteranno la Toscana, nelle sue rappresentanze ecclesiali e civili, a compiere questo gesto di devozione e di affidamento al patrono d’Italia.

la conferenza stampa di presentazione a Firenze
La presentazione dell'evento (anche civile)
Sono stati loro, insieme al cardinale Giuseppe Betori, Arcivescovo di Firenze e Presidente della Conferenza Episcopale Toscana, a presentare a Firenze le iniziative in programma e il messaggio che i Vescovi toscani hanno scritto per l’occasione.
«Con cuore fraterno e paterno - scrivono - invitiamo tutti gli uomini e le donne della Toscana, i fedeli e le popolazioni delle nostre terre con le loro istituzioni, a rispondere generosamente e di persona a questo invito: Quest'anno... la Toscana da san Francesco!»
Nei giorni scorsi, nel convento francescano di San Salvatore al Monte, a Firenze, si è riunito infatti per la prima volta il tavolo dei delegati di ciascuna delle 18 Diocesi toscane e dei rappresentanti della famiglia francescana toscana, per iniziare il cammino.
L'offerta dell'olio si concretizzerà con il gesto attraverso cui nella festa di San Francesco, il 4 ottobre, come vuole la tradizione, il sindaco del Capoluogo di regione riaccende la lampada. Già dal pomeriggio del 3 ottobre ci saranno momenti di preghiera, mentre la giornata del 4 culminerà con la benedizione all'Italia con la reliquia del Santo.
Il tavolo tra i delegati delle Diocesi e delle realtà francescane si riunirà di nuovo a fine marzo, ma già molte idee sono state messe sul tavolo.
Il messaggio e le parole dei vescovi
«Ci saranno – ha spiegato il vescovo Cetoloni - iniziative più prettamente spirituali, a cui si è iniziato a pensare, per ancorare il gesto dell’offerta dell’olio ad una rilettura del messaggio francescano. Ma ci saranno anche iniziative culturali per stimolare in tutti, credenti e non, la consapevolezza di quanto la Toscana abbia assorbito, nei secoli, il carisma del Poverello d’Assisi. E poi iniziative pensate per i giovani e proposte di comunicazione».
Padre Roncari ha ricordato quello che le Fonti Francescane dicono del Poverello di Assisi: «Attraverso San Francesco, Gesù è tornato nel cuore di molti che lo avevano dimenticato. Anche oggi, in un’epoca di indifferenza religiosa, i santi sono il tramite per riscoprire Cristo».
«L’appello – ha concluso il cardinale Betori – è alla comunità ecclesiale, ma anche alla comunità civile e alle sue istituzioni, perché questa sia l’occasione per una riflessione su come il volto autentico dell’uomo che Cristo ci ha rivelato, e che Francesco ha saputo così ben interpretare, possa essere ispiratore di una società più giusta e più attenta alla dignità delle persone».









