Il governo giallorosso dunque si farà. L'esito del voto sulla piattaforma Rousseau degli iscritti 5 Stelle rafforza quella che appariva ormai come una scelta già fatta dai vertici. Nelle prossime ore il presidente incaricato Giuseppe Conte andrà da Mattarella e si conosceranno i nomi dei ministri. Saranno accolte le richieste di Rossi (il presidente della Regione Toscana) di avere qualche toscano nei ruoli chiave, soprattutto a quello delle infrastrutture?
Ministri (e sottosegretari) toscani, poche le possibilità
Non è facile in queste ore della notte tra il 3 mil 4 settembre scalfire la patina che protegge le scelte di Conte, o meglio di Di Maio e Zingaretti. E ogni elenco sarebbe parziale e non completo. Meglio aspettare l'ufficialità. Servirà anche per capire se davvero la Toscana ora sarà più rappresentata. Il governo Conte I da questo punto di vista aveva riservato poche sorprese positive, tutt'altra storia rispetto agli esecutivi di Renzi e Gentiloni. Certo, il premier era professore a Firenze, ma i suoi legami con la nostra regione non erano così evidenti.
Adesso soprattutto dal fronte Pd potrebbe arrivare qualche nome del nuovo governo, probabilmente più da sottosegretario che da ministro. In fondo la nostra è la regione che ancora regala qualche soddisfazione ai Democratici. C'è chi dice Stefania Saccardi, chi parla di Andrea Romano o del ritorno di Silvia Velo. Altri ritorni sarebbero quelli di Riccardo Nencini e Gabriele Toccafondi. Antonello Giacomelli potrebbe rivestire un ruolo ancora più importante del passato, potrebbero entrare Federico Gelli o Maria Chiara Carrozza. Quest'ultima è stata ministro del governo Letta, e c'è chi dice che proprio Letta sarebbe il jolly del Pd.
Grillo-Dem, prove di dialogo in passato
Il meeting sulla globalizzazione ideato dal presidente Claudio Martini nel 2001, che si è svolto per dieci anni a San Rossore, ha fatto incontrare la sinistra e Grillo. Fu proprio Martini a volere Grillo fin dalla prima edizione. E lui è tornato volentieri altre volte sempre a briglia sciolta, senza far mancare critiche. Eppure il dialogo con quegli uomini che poi avrebbero formato il Pd c'era, si notava. Nel nostro telegiornale del 3 settembre c'è proprio una vecchia intervista a Grillo, durante la sua partecipazione del 2006 a quell'evento.
La rabbia della Lega, i dubbi a sinistra
La Lega sfoga la sua rabbia soprattutto a mezzo social. Per Salvini questo esecutivo avrà vita breve. Concetto che ripetono anche i suoi dirigenti toscani. Qualche perplessità c'è anche a sinistra. E c’è un intellettuale attento come Maurizio Iacono che, intervistato dal nostro tg, fa rilevare alcune incongruenze. La prima riguarda la figura di Conte, passato in pochi giorni dall'alleanza con la Lega a quella con il Pd. La seconda è sui contenuti. Ci sono provvedimenti del vecchio governo che confliggono con le idee del Pd (soprattutto i due decreti sicurezza). Per Iacono però se ne parla ancora poco. Vediamo...
Foto: governo.it










