FIRENZE – Mancano pochi mesi alle elezioni regionali in Toscana e il vertice del Partito Democratico prova a indicare la rotta. Scelta del candidato presidente entro Natale su un programma condiviso in un’alleanza, ricerca di un profilo unitario evitando se possibile le primarie, apertura a tutte le componenti del partito, dialogo con il Movimento 5 Stelle: sono questi i punti fermi del documento finale approvato nella riunione di questo 11 ottobre (qui in streaming live il servizio in onda nel nostro tg runner della notte).
Il nome può attendere, la nuova segreteria c'è
Una riunione, quella di venerdì,che non è stata comunque decisiva. Anzi, un nuovo appuntamento è previsto entro la fine di ottobre. Il documento ad ogni modo è stato approvato all’unanimità e la nuova segreteria comprende tutte le anime del partito. Ci sono, oltre alla segretaria Simona Bonafè: Lorenzo Becattini, Simone Bezzini, Gabriele Bosi, Lia Burgalassi, Valerio Fabiani, Andrea Ferrante, Beatrice Giannanti, Federica Maineri, Massimiliano Pescini, Paola Pizzi, Simona Rossetti, Marco Simiani.
Il documento è composto da nove paragrafi, nove punti.
I nove punti del documento (unitario)
Nella premessa c’è la dichiarazione di sostegno al nuovo governo, con l’impegno ad essere da stimolo per rispondere positivamente alle tante richieste della Toscana
Poi si entra nel vivo dei temi più caldi del confronto interno. Prima sottolineatura: il cammino verso le regionale dovrà partire dal programma e dalla visione della regione di qui al 2030. Per questo a novembre ci sarà un momento pubblico di ascolto, confronto e proposta.
Ancora: “la priorità è quella di costruire una coalizione ampia e credibile, in grado di rappresentare il centrosinistra e le esperienze civiche che si riconoscono negli stessi valori”. C’è un’apertura al civismo dunque, ma anche la voglia di dialogare con i 5 Stelle.
Primarie? Meglio di no
“Le primarie sono previste dallo Statuto come strumento fondante del partito. Il PD della Toscana assume però la responsabilità di perseguire da subito con il massimo impegno e determinazione il cammino per una candidatura unitaria, chiamando alla leale e responsabile collaborazione tutti i suoi militanti e dirigenti”. Il concetto è chiaro. C’è la volontà di non fare le primarie. C’è forse il timore di nuove spaccature e di un indebolimento di qui al voto.
Tempi troppo lunghi? L’ottavo paragrafo evidenzia che “”ualsiasi percorso per definire la candidatura dovrà concludersi entro dicembre, dando così il tempo a chi sarà scelto e alla coalizione di centrosinistra di consolidarsi nella società toscana”.
Il gruppo di lavoro
Chi farà tutto questo lavoro di ricucitura e mediazione? Chi individuerà il candidato giusto? La segretaria Bonafè con un gruppo di lavoro che lei stessa costituirà. Dovrà incontrarsi al più presto con “parlamentari, consiglieri e assessori regionali, il presidente della giunta, i segretari territoriali, un’ampia delegazione di sindaci, nonché il mondo economico e della cooperazione, le organizzazioni sindacali e le principali associazioni del volontariato”.










