La valanga sul centrosinistra si è abbattuta anche in Umbria, ben oltre gli stessi sondaggi della vigilia. Lega e Fdi volano nel consenso, è un dato innegabile. Ed espugnano pure una delle regioni più rosse d’Italia (vedi qui i risultati definitivi), con il contributo ridotto ai minimi termini di Foraza Italia.
Aspettando Emilia Romagna e Toscana
E’ chiaro che lo sguardo dell’opinione pubblica ora punta sul governo (reggerà?, quanto durerà? resisterà anche alle ultime vicissitudini?) e su due altre regioni. L’Emilia Romagna in primo luogo, dove il voto sarà a fine gennaio. E poi la Toscana, dove le elezioni ci saranno in primavera, probabilmente a maggio.
I commenti dei protagonisti in queste ore si sprecano. Ognuno ha qualcosa da dire. Dopo il voto Di Maio e i 5Stelle hanno precocemente archiviato l’esperienza dell’alleanza civica, e questo però era prevedibile. Poco prima della chiusura delle urne però sono arrivate le due notizie più importanti. La prima nel campo del centrodestra. Giorgia Meloni in tv ha ufficializzato che l’alleanza di centrodestra sceglierà candidati di FDI in Puglia e nelle Marche. Quindi non in Toscana.

la nuova presidente della Regione Umbria Donatella Tesei (foto: Regione Umbria)
Renzi corre in Toscana
La seconda arriva direttamente da Matteo Renzi, che in forma neppure troppo velata, ha confidato a Repubblica che Italia Viva alle regionali in Toscana ci sarà, ovviamente in alleanza col Pd. Ed è questo il terremoto che scuote oggi Palazzo del Pegaso. Perché tutti pensano che la scissione a rate (evocata da Enrico Rossi) cominci prima del previsto. E che in molti escano già adesso dal gruppo e dalle future liste del Partito Democratico. Nell’articolo il giornalista scriveva anche un nome: quello di Stefano Scaramelli, attuale presidente della commissione sanità. Nessuna conferma, è ovvio. Ma potrebbero essere anche altri i transfughi.
Renzi spera di arrivare in doppia cifra, nella sua regione. Se raggiungesse questo obiettivo toglierebbe voti a Forza Italia ma soprattutto al Pd. E allora il suo peso nell’alleanza sarebbe maggiore. E nei collegi comincerebbe un braccio di ferro fratricida per i posti da consigliere. Uno scenario da incubo per tutto lo schieramento, che potrebbe riguardare già adesso la scelta del candidato presidente. Una decisione non facile, il Pd continua le consultazioni (Giani sarebbe in vantaggio) ma l’incognita Renzi pesa già.
Salvini lancia il candidato il 30 novembre
Dall’altra parte Salvini ha detto che il 30 novembre, a Firenze, terrà un maxi evento per lanciare il suo candidato. Inutile per ora rincorrere i nomi, che sentiamo rimbalzare qua e là. Ma di qui a pochi giorni la nebbia si diraderà. E capiremo chi saranno i tre principali candidati alla successione di Renzi. Il terzo nome naturalmente sarà l’espressione del Movimento 5 Stelle, che di certo a questo punto non farà l’alleanza con il Pd.
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