Il pomodoro? Rosso per caso

Sapete perché il pomodoro è rosso? Praticamente per caso. Lo hanno scoperto due gruppi di ricerca che hanno lavorato a distanza di migliaia di chilometri e in modo indipendente, ma che adesso sono arrivati alla stessa conclusione. A Pisa la ricerca l’ha effettuata il Plantlab dell’Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant'Anna, a Pechino l’Accademia cinese delle Scienze.

I pomodori 'ancestrali' erano violacei

I primi pomodori, infatti, non erano rossi ma presentavano una buccia di colore viola, dovuta alla produzione di antocianine. Sono sostanze antiossidanti, le stesse che colorano l’uva, le more e altri frutti. Una mutazione casuale del loro Dna ha portato ad una buccia non striata di viola, ma rossa in modo uniforme. Solo in alcuni casi il pomodoro è giallo, a volte striato di verde. I pomodori di colore viola scuro (quasi nero) sono molto rari

I ricercatori del PlantLab della Scuola Sant’Anna Sara Colanero, Silvia Gonzali e Pierdomenico Perata e i loro colleghi cinesi hanno scoperto dunque che non è la varietà dalla buccia con il colore viola a possedere un “super-gene” che produce antociani.

E’ invece il pomodoro comune (di colore rosso) ad aver perso questa funzione.  Quando è stato notato e apprezzato è stato evidentemente utilizzato per produrre i  pomodori moderni. Qualcosa di simile è accaduto per l’uva. Le varietà a frutto bianco hanno mutazioni genetiche che bloccano la capacità di produrre antociani. Ma finorasi ignorava del tutto che anche il pomodoro avesse subito la stessa sorte.

Ora, grazie alle ricerche condotte a Pisa e in Cina, è stato possibile dimostrarlo. Il gruppo di ricerca del prof. Perata, a Pisa, già da tempo si era fatto notare per le ricerche sul 'pomodoro nero' (le immagini sono nei telegiornali di Telegranducato dell'8 novembre.

Davide contro Golia nella ricerca

“Questa ricerca – dichiara Pierdomenico Perata, docente di Fisiologia vegetale della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa – ha richiesto molti anni di lavoro, in un contesto di forte competizione con alcuni gruppi di scienziati cinesi, particolarmente attivi su questa tematica di ricerca”.

La Cina investe oltre il 3% del PIL in ricerca, mentre l’Italia appena l’1,3%: è evidente che la competizione diventerà sempre più difficile considerando la differente disponibilità di finanziamenti per la ricerca scientifica”, conclude Pierdomenico Perata, che però esprime soddisfazione per questa nuova sfida vinta dalla ricerca condotta alla Scuola Superiore Sant’Anna.

L’identificazione precisa del gene Aft consentirà ora di accelerare la selezione di varietà di pomodoro con un più elevato contenuto di antociani e quindi dotati di un più elevato potere antiossidante. Ottenere infatti alimenti di uso quotidiano, come il pomodoro, più ricchi di antiossidanti è un obiettivo della ricerca scientifica correlata alla nutraceutica.

 

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