LIVORNO – I 5 militari coinvolti dall' attentato avvenuto due giorni fa in Kurdistan sono tre incursori della marina e due dell’esercito, nel dettaglio il 9° Col Moschin che sta di stanza alla Caserma Vannucci di Livorno..
Il Col Moschin, insieme al IV° Ranger Alpini, il 185° Pisacane e il 28° Reggimento Pavia, compongono da qualche tempo un nuovo corpo specializzato che viene chiamato ad operare nei luoghi più caldi del pianeta.
La loro presenza in Kurdistan è dovuta ad una attività di addestramento in favore delle forze di sicurezza irachene impegnate nella lotta all’ISIS.
Ovviamente alla Caserma Vannucci, i commilitoni, gli ufficiali, lo Stato Maggiore sono in apprensione per avere notizie aggiornate.
Dopo l’esplosione di una bomba rudimentale avvenuta su un tratto stradale urbano di Suleymania, i 5 sono stati subito soccorsi e fatti evacuare dalla zona colpita con elicotteri statunitensi e portati in un ospedale atrezzato a Baghdad.
Qui hanno ricevuto sin da subito le prime cure ed alla Caserma Vannucci si cerca di avere dettagli sullo stato di salute di ogni singolo soldato ferito.
Due hanno riportato solo ferite superficiali e lesioni minori mentre tre sono in condizioni più gravi.
In ordine alla gravità, uno ha riportato la perdita di alcune dita di un piede, un altro ha una profonda ferita all’addome mentre il più grave ha subito la parziale amputazione delle gambe.
Al momento sono 1100 i militari italiani impegnati in missione e dalla Caserma Vannucci fanno sapere che il Col Moschin è operativo a piccole squadre su più quadranti sensibili.
Sull’attentato terroristico, oltre al messaggio di dolore e solidarietà espresso dal Presidente della Repubblica Mattarella e dal Premier Conte si è anche espresso il Generale Marco Bartolini già comandante della Vannucci e della Brigata Folgore, comandante del contingente italiano in Afghanistan ma soprattutto già comandante delle forze speciali italiane.
“Un rischio che si corre quando si opera sul campo, ma i militari coinvolti sono preparatissimi e la loro scuola migliore è quella delle zone operative, non la caserma, purtroppo negli episodi di stampo terroristico condotto con bombe rudimentali, ogni contromisura possibile non garantisce l’assoluta sicurezza”.
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