E’ stato l’anno dei comuni al voto

L’ultimo anno pieno della legislatura regionale, il 2019, è stato soprattutto quello dei comuni. Due terzi di questi, in Toscana, sono andati al voto, rinnovando i propri consigli ed eleggendo i sindaci. Erano tre i capoluoghi coinvolti: a Firenze e Prato hanno vinto gli stessi di prima, Nardella e Biffoni. A Livorno Salvetti ha superato la concorrenza di Romiti (centrodestra) e Sorgente (5 stelle).

I cambiamenti nei comuni piccoli e medi

I cambiamenti maggiori ci sono stati nelle città di medie dimensioni. Il più clamoroso è stato quello di Piombino, passata dopo 70 anni al centrodestra. Francesco Ferrari (FDI) da sei mesi è il sindaco, avrà l’onere di guidare il comune in una delle fasi più difficili della sua storia. Gli indiani dell’acciaio dovranno dare le conferme che tutti si aspettano sulla volontà di un rilancio dell’industria siderurgica, serviranno anche risposte alle più difficili questioni ambientali. Meglio, grazie anche agli investimenti pubblici, va il porto.

Tra maggio e giugno si è votato anche a Pontedera, Ponsacco, San Miniato, San Giuliano, Cecina, Rosignano, Collesalvetti. In tutti i casi, in questi comuni delle province di Pisa e Livorno che superano i 15mila abitanti, ha vinto il centrosinistra. In alcuni casi era il sindaco di prima che è stato confermato (Brogi, Di Maio, Lippi), negli altri abbiamo avuto le novità, sempre però del Partito Democratico, di Franconi, Giglioli, Donati, Antolini.

Decine di nuovi sindaci nelle città toscane

E poi c’è stata una sfilza di centri più piccoli che sono andati alle urne, nello stesso giorno delle elezioni europee (il 26 maggio). E noi, nelle nostre trasmissioni di confronto, abbiamo avuto l’idea di presentare tutti, ma proprio tutti, i candidati. Abbiamo realizzato più di 70 confronti tv. Un record, per la nostra televisione che garantisce un servizio pubblico completo e nel segno del pluralismo.

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