Clima, Bruxelles lancia l’allarme

BRUXELLES- Nella sede del Parlamento Europeo a Bruxelles l’Agenzia dell’Unione che si occupa di Ambiente ha presentato un resoconto su quanto sin’ora compiuto in merito al clima e quanto fatto.

Una relazione che non rallegra e ci porta a guardare ai prossimi anni con forte malessere perché le condizioni climatiche peggioreranno in modo progressivo tra mareggiate, violenti nubifragi, inverni sempre piu’ assenti e stagioni estive sempre più torride e siccitose.

Le politiche sin qui attuate, secondo l’Agenzia, sono state frammentarie con Stati più convinti e altri meno e questo non funziona perché l’azione deve essere generale, anzi globale.

Buona parte delle azioni sono state mirate più a tamponare le emergenze piuttosto che affrontare i problemi nella loro sostanza.

Guardando ai dati del nostro cielo, la concentrazione di CO2, il principale responsabile dell’effetto serra sul clima, ha raggiunto nuovi massimi nel 2018 e se il 2019 non ha registrato aumento non ha neanche indicato un calo.

Inoltre il dato di bilancio del 2017 e del 2018 è stato superiore al tasso di crescita medio dell’ultimo decennio.

Il 40% del Metano viene emesso in atmosfera da fonti naturali e il 60% dalla azione dell’uomo. Le coltivazioni intensive, gli allevamenti di bestiame massificati, l’impiego dei combustibili fossili come fonte di energia.

Rispetto al livello Preindustriale il veleno che respiriamo è aumentato del 260%. e una simile concentrazione del genere, la Terra l’ha avuta 5 milioni di anni fa, la temperatura media era più calda di 2,5 gradi e il livello del mare era di 20 metri più alto di adesso.

Ma non è ancora tempo per parlare di scenari apocalittici.

L’obiettivo da raggiungere secondo le decisioni ONU per il 2050 è ancora possibile ma la partita sarà giocata entro e non oltre questo decennio, dopo sarà impossibile poter anche rallentare il disastro.

Ne parliamo nei nostri notiziari che possono essere seguiti anche su Mobile in contemporanea con la diretta di Live Tv.

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