“Le religioni e le sfide del futuro”. Il nuovo libro di Vannino Chiti

E' stato presentato giovedì 30 gennaio a Livorno, nell'auditorium della sede de "Il Tirreno", il nuovo libro di Vannino Chiti. L'incontro, introdotto da Guido Guastalla dell'Associazione ebraico cristiana di Livorno e da Roberto Pullerà del Credito Cooperativo di Castagneto Carducci, ha visto la partecipazione di  Vittorio Robiati Bendaud, coordinatore del Tribunale Rabbinico del Centro/Nord Italia; delll'Imam di Firenze Ezzedin Elzir e del direttore del Cedomei Andrea Zargani. Mauro Zucchelli, giornalista de "Il Tirreno", ha moderato il dibattito.

Libro di Vannino Chiti

Il titolo, "Le religioni e le sfide del futuro", è già molto eloquente: l'autore, grazie al contributo di religiosi di diverse confessioni, prova ad indicare il cammino che i "sistemi etici" devono percorrere per far fronte alle questioni della modernità. Per Chiti ed i suoi interlocutori il percorso da intraprendere è quello del dialogo. Dialogo tra le varie confessioni e con il mondo laico. Per dialogare però occorre aprirsi al pensiero altrui, mettere in discussione le proprie convinzioni e non rimanere arroccati su inamovibili posizioni dogmatiche.

Una religiosità virtuosa

In Occidente, scrive Chiti, la fede si personalizza e spesso è vissuta anche come non appartenenza ad una Chiesa ma ad una tradizione da proteggere contro le "invasioni", assumendo una dimensione identitaria, culturale e particolare. Il libro invece propone il modello opposto. Solo attraverso la ricerca di ciò che unisce, di valori condivisi, si può giungere alla condivisione di un’etica universale per costruire insieme una via di salvezza spirituale e materiale del pianeta. Solo la reciproca conoscenza può stabilire una convivenza democratica arricchita dall’apporto di comprensione, da volontà di pace, apertura al futuro.

L'universalità dell'Etica

L'intervento di Robiati Bendaud, interlocutore di Chiti sia durante il dibattito che tra le pagine del libro, mette in luce la più grande difficoltà che si incontra intraprendendo questo cammino. I "modelli etici", laici e religiosi, hanno sempre una pretesa di universalità, ossia di essere validi per ogni individuo in ogni tempo. Questo vale anche per le varie confessioni che, nel confronto reciproco, devono quindi fare "un passo indietro". Non pensare, dunque, ai dettami del proprio credo come a degli imperativi.

Solo accettando quel che c'è di comune e confrontandosi pacificamente dove sorgono dei conflitti possiamo costruire un sistema di valori condivisibile da tutti, autenticamente universale. Questa è veramente una grande sfida per il futuro.

Un'ampio servizio dedicato all'incontro sarà trasmesso nel telegiornale di venerdì 31 alle 20.30

 

 

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