Non c'è un focolaio livornese del Coronavirus. Lo dice il sindaco Luca Salvetti. Oggi, sabato 7 marzo, quando ha incontrato i giornalisti per parlare soprattutto delle misure per esercizi pubblici, circoli, palestre.
In più, alla nostra domanda sulle tasse locali, parla della possibilità di un rinvio di alcune scadenze. Forse anche di quella della Tari (sui rifiuti). Ci sarà una valutazione nei prossimi giorni.
Tre casi accertati, ma nessun focolaio livornese
I casi fino a questo momento restano tre. Il più grave – conferma Salvetti – è quello dei martedì sera. In rianimazione all’ospedale c’è un uomo di 55 anni. Gli altri due casi (un uomo di 66 anni e una donna di 54) destano meno preeoccupazioni. L’uomo è stato già rimandato a casa.
“Tutti e tre hanno avuto contatti recenti nelle ‘zone rosse’ del Nord Italia”, conferma il primo cittadino. E quindi per ora non esiste un focolaio livornese o toscano per questi casi.

l'assessore Andrea Raspanti e il sindaco Luca Salvetti
Cosa cambia per i locali pubblici e le palestre
Al nostro telegiornale (qui la diretta) spiega anche che i locali pubblici di ogni genere non sono obbligati a chiudere. Il decreto non dice questo. Naturalmente però vanno rispettate tutte le misure previste. Sarà la Prefettura a disporre tutti i controlli necessari.
All’allenatore di una squadra di basket che addirittura in una intervista pretendeva l’apertura dell’impianto della Bastia per una partita decisiva, il sindaco risponde con durezza. “Ci sono altre priorità in questo momento”. Sarà possibile solo se ci saranno tutte le condizioni previste dal governo.
Nel nostro telegiornale c’è anche una intervista all’assessore al sociale Andrea Raspanti. Fa chiarezza sulle disposizioni per le residenze degli anziani. “Ogni scelta che facciamo vuole garantire la salute e la sicurezza di tutti gli ospiti. In questo senso vanno anche tutte le limitazioni che imponiamo”.
L'invito di sindaco e assessore, ancora una volta, è stato quello di non cedere alla paura e alla psicosi.









