Fabbriche e uffici da adesso restano chiusi, in tutta Italia.
In una nuova drammatica comunicazione notturna il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha annunciato un ulteriore inasprimento delle misure per prevenire la fase più acuta del contagio da Coronavirus. E' un messaggio che arriva dopo una ulteriore escalation dell'epidemia e un bilancio drammatico di morti.
Qui c'è il testo definitivo del decreto, pubblicato domenica sera. E qui l'allegato con le attività che restano aperte.
La crisi più grave dal dopoguerra
"Chiuderemo tutte le attività produttive non cruciali. Ma restaranno aperti supermercati, alimentari, farmacie e parafarmacie. E i servizi essenziali saranno garantiti. Continueranno a venire assicurati i servizi bancari, postali, assicurativi e finanziari".
Il presidente vuole scoraggiare inutile corse all'ultima spesa. Così sottolinea che per i supermercati e gli alimentari non ci saranno divieti o limitazioni: Aggiunge: "Invito tutti a mantenere la calma, no ad accaparramenti. Uniti ce la faremo".
Nella lista delle attività considerate essenziali ci sono - tra l'altro - agricoltura, pesca, industria alimentare e delle bevande. I servizi di informazione e della comunicazione.
Prima di chiudere fabbriche e uffici, il confronto con le parti sociali
Nelle ore precedenti Conte aveva incontrato le forze sociali (associazioni di categoria, sindacati) e con loro aveva costruito e 'limato' il provvedimento. Questo spiega anche il clamoroso ritardo nella comunicazione, annunciata per le 22.30 e ritardata di quasi un'ora. Polemiche in Rete anche sul mezzo utilizzato, Facebook.
Queste misure rispondono certamente a molte delle istanze sollevate dalle Regioni, in particolare da Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, le più colpite dagli effetti del virus.
Domenica 22 marzo daremo ampi aggiornamenti nei nostri telegiornali in diretta. Nel nostro tgrunner della notte riascoltiamo le ultime dichiarazioni di Conte










