LIVORNO- La Filcams-Cgil interviene sul tema della difesa di tutti i lavoratori del settore turistico e sulla valenza delle festività di diritto.
Gli argomenti sono stati affrontati nella trasmissione specifica dell’informazione sindacale che Granducato realizza ogni 15 giorni in collaborazione con la CGIL e con un suo spunto nei nostri notiziari che possono essere seguiti in contemporanea anche su Mobile con la diretta di Live Tv.
Ospite Pieralba Fraddanni Segretaria Generale Filcams-Cgil.
Partendo dal decreto Cura Italia nel quale è garantita l’erogazione di un bonus da 600 euro per i lavoratori del Turismo.
Guardando alla sola Provincia di Livorno in questo settore sono migliaia con questa tipologia di contratto., eppure ecco che compaiono zone grigie per le quali molte lavoratrici e lavoratori, un migliaio, non ne godranno, perché?
La Filcams-Cgil è intervenuta nel merito con numerosi interventi presso il governo affrinchè la platea dei beneficiari si allarghi.
Molte lavoratrici e lavoratori infatti, pur operando in questo settore, sono stati inquadrati con contratti di lavoro (multiservizi, terziario, cooperative sociali ecc.) non formalmente riconducibili al Contratto collettivo nazionale del turismo e di conseguenza non hanno diritto al bonus.
A Livorno la questione riguarda anche una trentina di precari della Porto 2000 inquadrati con il contratto nazionale del settore terziario.
Altro capitolo importante è stato quello del rispetto delle festività.
Per i giorni della pasqua e della Pasquetta era stato programmato uno sciopero da parte dei lavoratori del commercio per contestare la decisione delle aziende di tenere i negozi aperti in quelle giornate, allargando la posta anche alle domeniche.
La protesta lanciata a livello nazionale da Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs – Uil, si è resa più rappresentativa proprio in relazione ai temi della sicurezza e alla logica di questa nei tempi del Coronavirus.
La coincidenza con l’arrivo per la Toscana dell’’Ordinanza di Rossi, firmata il 10 aprile e relativa proprio alla chiusura di tutti gli esercizi commerciali nelle giornate di Pasqua e Pasquetta è stata salutata come una vittoria o un punto in comune tra sindacati e istituzioni, ovvero quella di dare assoluta priorità alla salute piuttosto che all’incasso della giornata.










