Covid in recessione, crescita esponenziale dei guariti

FIRENZE- Continua il trend discendente dei nuovi casi da Covid-19 ma l’ottimismo di essere giunti alla fine dell’incubo non c’è in quanto la Fase II oramai riavviata con la rimessa in movimento seppur lento dell’economia del paese, potrebbe fare i conti con una possibile impennata, verificabile solo a partire dalla seconda decade di maggio.

Il bilancio vede comunque a 30 i nuovi casi, 18 a Firenze, che continua ad essere un punto ancora particolarmente sensibile facendo riscontro con il resto della regione dove i casi sono ristretti a poche unità: 3 in più a Livorno, 2 in più a Grosseto, Lucca, Massa-Carrara e Pisa, 1 ad Arezzo e nessun caso a Pistoia, Prato e Siena.

Covid presente in giro per l’ambiente con un attivo ridotto allo 0,3% mentre il numero dei guariti diventa sempre più robusto, 111 in più e altrettanto i ricoveri, 24 in meno.

I decessi scendono a 8 e l’età media sale sfiorando gli 83 anni e indicando quanto sia fragile questa fascia d’età che merita l’omaggio della saggezza e di una vita trascorsa che non meriterebbe una conclusione così sorda ed in solitudine.

8 decessi che si sono verificati in numero di 3 a Firenze, 2 a Lucca, 1 rispettivamente ad Arezzo, Pisa e Siena.

La posizione di pericolosità della Toscana rimane saldamente al decimo posto per aggressività del covid come Massa-Carrara, Lucca e Firenze sono i tre nuclei focolaio sui quali la media diffusiva ha condizionato l’emergenza in Toscana con Livorno quale provincia più salubre nei parametri di confronto tra numero malati e popolazione globale.

Mentre la guerra al Covid sta riducendosi in sacche di resistenza, la sanità toscana riprende la sua normalità ed in questo è stato data anche l’ufficiale riapertura anche dei centri diurni per disabili a partire dal 18 maggio ed entro comunque il primo giugno.

La Regione ha definito un apposito protocollo operativo sulla gestione in sicurezza dell’intero percorso di riapertura, e stanziato un contributo economico da 3 milioni di euro.

Il protocollo definisce oltre alla tempistica, relativa alla riapertura delle attività, anche la frequenza dei centri da parte degli utenti, le modalità di trasporto, l’ingresso degli ospiti e la permanenza di operatori e utenti nella struttura, gli screening sierologici, la formazione del personale, la comunicazione e l’assistenza per il coinvolgimento delle famiglie, che avessero necessità di confronto e supporto.

Ne parliamo nei nostri notiziari che possono essere seguiti su cellulare in contemporanea con la diretta di live tv.

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