Il governo e le Regioni alla fine hanno raggiunto l’accordo: il 18 maggio tutto potrà riaprire. I presidenti delle Regioni naturalmente dovranno valutare gli effetti e dovranno essere pronti ad uno stop nel caso che risalgano i contagi.
L’intesa sul 18 maggio sblocca un’impasse che durava dal mattino di venerdì. Alla fine però l’annunciano proprio i presidenti. Esprimono soddisfazione, dopo l’ok del Consiglio dei Ministri hanno 48 ore di tempo per riorganizzare le aperture.

La soddisfazione dei governatori
“E’ un'intesa che ci permette di essere operativi e ci mette subito nelle condizioni di aprire da lunedì", commenta il governatore Veneto Luca Zaia alle 21, al termine dell'ennesimo confronto.
Il governo, spiega il presidente dell'Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, stabilirà l'apertura già preannunciata di alcune attività. Sono quelle di servizi alla persona e vendite al dettaglio.

la protesta dei balneari a Pisa (15 maggio)
Il 18 maggio cosa riparte?
Saranno poi le Regioni a stabilire quali altre attività aprire a partire dal nuovo provvedimento. Ci saranno almeno due criteri:i dati tecnici raccolti ogni giorno e i protocolli regionali discendenti da linee guida nazionali omogenee e condivise.
Gli spostamenti tra regioni diverse saranno ancora vietati fino al 3 giugno (per evitare il 'ponte' della festa della Repubblica). Dalla stessa data del 3 giugno saranno aperte le frontiere in entrata e senza necessità di quarantena.
Nei nostri telegiornali del mattino (9.30 e 11.45) i primi commenti alle nuove regole. In attesa però che la Regione Toscana detti la sua linea, che potrebbe essere diversa da quella di altre.
Alcune attività potrebbero anche richiedere qualche giorno in più, naturalmente. Attendiamo le comunicazioni che certamente farà in giornata il presidente Enrico Rossi.









