LIVORNO- Nuovo atto di protesta da parte dei lavoratori della Società Porto di Livorno 2000, questa volta giunti a salire sul tetto degli uffici della dirigenza.
Una nuova iniziativa che fa seguito ad altre situazioni di criticità che si sono registrate nel corso dell’ultimo bimestre a cominciare dall’ultima decade di aprile quando il Lockdown si avviava a chiusura e la conseguenza di quanto avvenuto dal punto di vista del fermo assoluto delle crociere e dei traghetti indicava orizzonti cupi.

Ottenere risposte concrete su un futuro quanto mai incerto. In ballo c’è l’occupazione di almeno 40 persone, tra dipendenti stagionali e fissi, che ad oggi non hanno aluca garanzia sul rientro o almeno su un percorso progettuale di rientro.
Situazione già in fibrillazione prima dell’emergenza dettata dal Lockdown e con essa resasi maggiormente problematica.
La rabbia però nasce da diversi fattori cominciando dalle critiche mosse dai dipendenti alla volta della dirigenza nel giustificare certe decisioni proprio in relazione al fermo crocieristico sceso a zero.
Certe condizioni esistevano già da prima e sarebbe corretto dare una indicazione certa di strategia aziendale e già dalla metà del mese di maggio è stato istituito un presidio permanente con lo scopo di indurre la direzione di porto 2000 ad esprimersi nero su bianco.

Questa crisi ed altre che si stanno sommando tra loro sono seguite dalle oo.ss di categoria e per la CGIL dalla Filcams.
A rischiare maggiormente sono i lavoratori precari, i cosiddetti stagionali, che senza la movimentazione di navi e crocieristi difficilmente saranno ricollocati.
Quello che però a portato a scatenare la loro rabbia e a far entrare in campo i sindacati per condurre una dialettica che non si protragga più oltre i limiti il fatto che sia stato proposto ai dipendenti a contratto indeterminato di “demansionarsi” e procedere a occuparsi di altre mansioni.
Oltre a questo va abbinata anche la crisi del Gruppo Onorato, maggior azionista della Porto di Livorno 2000. Una crisi che potrebbe mettere a tappeto la realizzazione del Nuovo Porto Passeggeri della città".

Questa situazione sta mettendo a rischio la tenuta occupazionale e la vita di oltre 100 famiglie ma proprio a seguito delle conseguenze dettate da una ripresa che stenta a ripartire, il danno sta ricadendo su più tipologie del mondo lavorativo e i posti che rischiano di andare in fumo rischiano di essere moltissimi.
Nel corso della giornata c'è stata la replica del Presidente della Porto di Livorno 2000 il quale ha separato al questione crociere da quella dei traghetti dove peraltro è già stato avviato un percorso di reinserimento del personale.
Altre correzioni di "mansione" sono state pensate col fine di trovare un impiego per quel personale che proprio per la mancanza dei propri compiti logistici in materia di crocerismo, sarebbe rimasto fermo e senza una utilità pratica.
Ne parliamo nei nostri notiziari che possono essere seguiti anche in contemporanea su cellulare o smartphone con la diretta di live tv.









