Labronici e non Livornesi, perché questo doppio nome?

LIVORNO – Perchè gli abitanti di questa città nata dalla fusione di più “nazioni” sono usi anche appellarsi come Labronici piuttosto che Livornesi? Indica la stessa cosa?

Risposta non facile ma se per livornese si intende l’abitante di Livorno, cioè chi vi risiede a prescindere dalla provenienza, per labronico si dovrebbe indicare un mondo assolutamente diverso, legato a coloro che detengono linguaggio, spirito, cultura, ascendenza, insomma la quintessenza delle radici profonde e immerse nel tempo più remoto.

E’ la classica quisquiglia intellettuale ma è l’unica strada polverosa da affrontare per capire perché questa città ha un duplice modo di indicare i propri abitanti, almeno nella loro essenza quindi.

In pratica il termine labronico precede la stessa città, cioè è più antico del luogo che fa sempre da base geografica di riferimento al suo abitatore, come fiorentino, pisano, lucchese.

Il territorio intorno, la linea di costa, cosa ci fosse e chi ci stesse prima che al Granduca Ferdinando venisse il pensiero di dar vita ad una città del tutto nuova, è cambiato in modo radicale, anzi si dovrebbe dire che Livorno ha più storie sotto di se.

C’è la Livorno dei Lorena e quella dei Medici e questo è noto, ma poi c’è la Livorno medioevale, quella dipendente da Firenze e prima di questa l’appendice portuale della Potente Repubblica Marinara di Pisa, ma si va ancora più indietro e la lingua parlata diventa il Latino.

In età romana, Pisa era il porto commerciale più importante del Mediterraneo Occidentale con più di uno scalo, un po' come per l’odierno asset portuale di Livorno si indica la Darsena Toscana piuttosto che il Varco Valessini o il porto mediceo, la darsena vecchia e altro.

La linea di costa era tale che la città di Pisa vantava un “golfo” tutto suo, il Sinus Pisanus.

Detto questo ci arrivano in aiuto due documenti, la Tavola Peuntingheriana, nome complesso derivato dal suo scopritore e documento più unico che raro, una vera e propria “Guida Michelin” per le strade dell’impero romano con tanto di distanze, stazioni di sosta e simbolini con i quali si poteva capire cosa ci avremmo trovato tra alberghi, locande, terme, porti di imbarco, nulla di nuovo quindi per i moderni google-nauti.

L’altro documento appartiene al patrimonio epistolare personale di un grande avvocato ed oratore del I sec. AC quale è stato Marco Tullio Cicerone.Questi, nel 56 aC, segue le vicende politiche insidiose del tempo, con il destino di Roma nelle mani di un triumvirato, quello di Cesare, Pompeo e Crasso.

Il fratello di Marco Tullio Cicerone, Quinto, è alle dipendenze di Pompeo e lo segue a Lucca. Quinto informa che durante i colloqui tenutisi a Lucca, Pompeo lo ha nominato governatore per la provincia della Sardegna-Corsica e vi si deve recare al più presto. Ecco allora il fratello, dargli la dritta e gli suggerisce di scendere fino a Pisa, e dirigersi all’imbarco dove partono navi dirette in Sardegna, imbarco che si chiama Labro (quindi labronici i suoi abitanti), perché posto all’estremo lembo costiero di tutto il complesso portuale pisano.

Quinto segue il consiglio e va a Labro dove si imbarca. Consultando la summenzionata Tavola Peuntingheriana, Labro è posizionata nella zona di Stagno e archeologici condotti nel primo decennio del 2000 hanno confermato.

Labro era una stazione portuale di approdo con tanto di servizi connessi ai viaggiatori, posto lungo la attuale Via Firenze, all’altezza del Ponte Genova. Tra le costruzioni presenti c’era anche un tempio, dedicato ad Eracle dio protettore dei viaggiatori e del contingente militare di stanza in quel luogo.

Tempio le cui colonne sono unica ed ultima testimonianza reale di quanto sin’ora raccontato e visibili oggigiorno disseminate come luogo di seduta intorno all’area verde del Cisternino.

Fu Targioni Tozzetti ad unire questi due particolari e a indicare l’esistenza di un tempio dedicato ad Ercole Labrone.

Labronici indica quindi l’essenza più antica di chi vive e risiede da queste parti, certo tutto è cambiato dal punto di vista geografico e strutturale, ma chi vive qui, lo spirito di viaggiare e andare ovunque per poi tornare da dove è partito perché non riesce a starsene distante più di tanto è rimasto.

quante volte nelle cronache si scopre che anche negli angoli più remoti del mondo ci sono sempre dei livornesi?, Ops, dei Labronici?

A completamento dei nostri notiziari che possono essere seguiti su cellulare o smartphone in contemporanea con la diretta di Live Tv.

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