LIVORNO- Un vero e proprio ritorno a casa propria per Paolo d'Attilio, presentatosi ufficialmente ai media nel corso della mattinata al Palazzo del Governo.
Una cerimonia semplicissima come familiare il colloquio e familiare luogo e persone incontrate.
Paolo d'Attilio ci ha passato già venti anni della propria carriera come funzionario dello Stato oltre a conoscere la città essendoci cresciuto sin dall'infanzia.
Nato a Roma ma questo è un dettaglio, una "Quisquiglia" legata alla professione del padre nell'arma della Guardia di Finanza e spesso trasferito da una sede ad un altra.
Doveva essere una classe particolare quella nella quale sono cresciuti insieme lui e Paolo Rossi, spesso fianco a fianco negli anni nell'ambito delle loro funzioni e ora in rapporti sempre cordiali e di buon vicinato quale Prefetto di Livorno uno e Questore di Pisa l'altro.
Dal basket e alle altre piacevolezze di una città che conosce nel profondo e l'emozione non viene sottaciuta nonostante la trentennale esperienza vissuta dove richiesto.
Paolo d'Attilio ha raccontato delle sue esperienza a Roma a Genova a Lavagna e in altri luoghi ma è sempre tornato quando possibile nella sua città, sia per non "perderla" di vista che per motivi familiari.
Ora che è diventato Prefetto si sente orgoglioso di poter fungere da "filtro", interprete, portavoce tra la "sua" città e lo Stato Italiano che egli rappresenta nelle sue funzioni.
Non mancherà certo di fare qualche puntata anche all'Isola d'Elba dove, peraltro, ha passato altra parte della sua carriera con diverse funzioni.
Le tante storie da lui seguite negli anni lo hanno poi portato a scrivere una personale pubblicazione sulla politica dell'immigrazione e degli stranieri nel territorio dello Stato Italiano nel triennio 2001-2003
Ora però la città ha le sue grosse ferite dovute alla forte crisi economica e al pericolo di ulteriori aggravamenti collegati con i limiti, le incertezze e i timori dati dal fenomeno in nuova recrudescenza del Covid-19.
Ciononostante non ha nascosto quel classico ottimismo di stampo labronico che non cede di fronte a nulla e Paolo d'Attilio fa parte di quel modo di vedere il mondo.
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