Mercoledì 23 settembre gli animali dell'acquario di Piombino, dopo la chiusura della struttura, sono stati trasferiti a Livorno. In questo momento, come da prassi, sono in quarantena per adeguarsi alle nuove condizioni ambientali. Un trasferimento dettato dalle difficoltà economiche dell'acquario piombinese. Nelle settimane scorse i tecnici dell'Ufficio Ambiente del Comune di Livorno e dell'acquario livornese avevano studiato il piano.
Le parole dei sindaci
“A malincuore siamo costretti a chiudere l’Acquario di Piombino, abbiamo preso accordi con il Comune di Livorno e con l’Acquario di Livorno per il trasferimento dei pesci nelle loro strutture”. Con queste parole il sindaco di Piombino Francesco Ferrari annuncia la cessazione dell’attività della struttura. “Ringraziamo i volontari che fino ad oggi hanno condotto un’attività preziosa all’interno di locali che, purtroppo, non sono più compatibili con un’offerta qualitativa contemporanea, non essendo state investite adeguate risorse a tempo debito. Non è neanche più sostenibile che un servizio del genere sia interamente a carico della buona volontà di poche persone. Decideremo, a breve, come destinare quei locali che, comunque, hanno bisogno di un’importante opera di ristrutturazione. "
“Nell’ottica della salvaguardia dell’ambiente e della collaborazione tra comuni – dichiara il sindaco di Livorno Luca Salvetti – ci è stato chiesto di ospitare le specie presenti nell’Acquario di Piombino. Questo per consentire agli esemplari di sopravvivere in condizioni ambientali simili a quelle nelle quali hanno finora vissuto. Abbiamo accolto volentieri la richiesta e ci siamo attivati, visto che la città ha le strutture adeguate. Si è quindi svolto un sopralluogo presso la struttura di Piombino da parte dei tecnici dell’ufficio Ambiente del Comune di Livorno e dell’Acquario di Livorno gestito da Costa Edutainment, al fine di prendere conoscenza delle specie presenti e delle loro abitudini alimentari, verificare la possibilità di accoglierle, organizzarne il prelievo e predisporre un’accoglienza adeguata. Infine, il tanto atteso trasferimento”.
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