IRES: Toscana in caduta PIL, -11,3% media regionale

FIRENZE- Toscana in caduta con 90 mila posti di lavoro a rischio senza il blocco dei licenziamenti, è il primo numero enunciato da IRES e CGIL Toscana al summit di Via Capponi.

Un allarme che fa appello al nuovo governo regionale affinché convochi al più presto le parti sociali per lavorare sin da subito ad investimenti per un nuovo modello di sviluppo sostenibile.

Oltre ai 90 mila posti già previsti, lo studio dettagliato promosso da IRES indica un crollo di 2,4 punti PIL per l’economia della regione.

Guardando al passato e andando al 2008, anno di avvio della crisi mondiale siamo ad un valore di 15 punti al ribasso.

Dalle simulazioni effettuate, emerge che l’area della Toscana Centrale risulta essere maggiormente colpita con un -11,5% del proprio PIL, seguito dalla Costa con -11,1% e Sud con un -10,9%.

Una congiuntura pesante, quindi, sulla quale permangono le forti incognite legate alla riacutizzazione, nelle ultime settimane, della pandemia e della dinamica dei contagi.

E’ questo il quadro sull’economia toscana che emerge dal terzo focus Ires 2020, presentato stamani nella sede di Cgil Toscana a Firenze.

Non mancheranno nel merito servizi nei nostri notiziari che possono essere seguiti in contemporanea su cellulare con la diretta di Live TV.

Il focus contiene i dati della Toscana in generale e anche i dati divisi per ogni singola provincia.

Col nuovo DPCM è ancora più urgente dare risposte all’allarme sociale per tante fasce di lavoratori e cittadini e usare le prossime settimane per organizzare al meglio scuola, sanità e trasporti.

Il Covid porta anche a poter fare previsioni: una spirale recessiva violenta nel 2020 con saldi negativi del 14,4% nell’industria, del 12,1% in edilizia e del 9,3% nei servizi.

E’ del tutto evidente che questa situazione avrà conseguenze molto negative sull’occupazione, finora limitate dall’intervento degli ammortizzatori sociali, sopratutto con l’inizio del 2021.

Un andamento dell’occupazione già condizionato negativamente dalle altalenanti vicende dell’export degli ultimi anni che, pur in un quadro di tenuta delle esportazioni in alcuni particolari settori, ora rischia di accusare una pesante decrescita nell’ordine del -13%.

Gli interventi di sostegno al reddito hanno finora evitato ed eviteranno, finché agìti, il crollo di liquidità delle famiglie ma, in questo contesto, non si rafforzerà nessuna dinamica dei consumi attesi da un calo intorno al 12%.

Così come un andamento negativo avrà il trend degli investimenti, che rappresentava già da tempo un punto dolente strutturale dell’economia toscana e che ora affonderà fino ad un -11,5%”.

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