Riapertura scuole superiori: il Governo rinvia all’11 gennaio

ROMA - Dopo non poche tensioni, in Consiglio dei ministri riunito nella notte tra lunedì e martedì, si è deciso di slittare la riapertura delle scuole superiori e dei licei all’11 gennaio.

Una decisione alla quale le Regioni si sono dovute adattare; pensare che poche ore prima, nel corso della giornata di lunedì, quest’ultime avevano annunciato riaperture sparse. In Toscana il governatore Eugenio Giani aveva fatto sapere che i ragazzi sarebbero rientrati in classe il 7 gennaio.
"Sono convinto, e con me tutta la Giunta regionale toscana, che sia essenziale far riprendere la scuola in presenza anche per gli studenti delle secondarie di secondo grado – erano state le parole di Giani - Il rapporto con gli insegnanti e con i compagni è essenziale in una fase cruciale come quella dell’adolescenza”. Il presidente aveva anche ricordato che: “La Toscana dal punto di vista della lotta al Covid è in questo momento una delle Regioni più virtuose, dunque per noi il 7 gennaio la scuola riparte, naturalmente rispettando tutte le norme date dal Ministro della sanità Speranza”.
Se la situazione dovesse peggiorare – aveva chiarito – chiaramente torneremmo ad una didattica a distanza al 100%, ma abbiamo l’ottimismo della buona volontà e contiamo di poter garantire ai nostri studenti il rientro in aula”.

Il 7 gennaio rimane comunque la data nella quale, almeno i più piccoli, tornano a scuola: confermata la ripresa delle lezioni per elementari e medie.

Ipsos-Save The Children: un sondaggio tra i ragazzi

Un "anno sprecato" per quasi un adolescente su due (46%), che, in ogni caso, nella costrizione di vivere in un mondo di incontri solo virtuali, ha fatto riscoprire a molti il valore della relazione "dal vivo" con i coetanei: anche se quasi un quarto degli adolescenti (23%) dichiara che, in questo anno di pandemia, ha capito che uscire non è poi così importante e che si possono mantenere le relazioni anche on line. Per contro, l'85% dei ragazzi intervistati afferma invece di aver capito quanto sia importante uscire con gli amici, andare fuori e relazionarsi "in presenza". E' il quadro delineato dall'indagine realizzata da Ipsos per conto di Save The Children dal titolo "I giovani ai tempi del Coronavirus" su un campione di adolescenti tra i 14 ed i 18 anni. Tra le "privazioni" che i ragazzi hanno sofferto di più, anche quella di non aver potuto vivere esperienze sentimentali importanti per la loro età (63%)

Pensare che soltanto 1 adolescente su 4 pensa che "tornerà tutto come prima" (26%) e la stessa percentuale ritiene che "continueremo ad avere paura", mentre il 43% vede l'esperienza che sta vivendo come uno spartiacque che sdogana, anche dopo il vaccino, il fatto che "staremo comunque insieme in modo diverso, più on line" (43%).
Il 69% degli studenti intervistati ha sentito in qualche modo parlare del Next Generation EU e la gran parte guarda con interesse alle possibilità che potrebbe offrire per il loro futuro, tanto da sperare che attraverso questo Fondo vengano incrementati i finanziamenti per l'ingresso nel mondo del lavoro dei giovani (30%) o la possibilità di studiare gratuitamente all'estero (17%) e all'università (17%).

 

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