Maccheroni e i suoi dieci anni di governo a Pontedera

PONTEDERA- Maccheroni veterano della politica in ogni sua forma, presenta al Palazzo Municipale il suo ultimo libro che racconta il suo mandato da sindaco.

Giacomo Maccheroni, classe 1936, ha fatto tutto partendo, come egli stesso evidenzia, dalla scuola nella quale è cresciuto, quella della politica e del suo partito, il Partito Socialista, quale naturale prosecutore di una famiglia socialista sin dalla nascita del partito stesso.

Maccheroni sindaco

Il libro ha visto la sua disamina alla presenza di amici vecchi e nuovi, tra questi il tre volte sindaco della cittadina, Carletto Monni e ovviamente l’ultimo, l’attuale, Matteo Franconi.

In Provincia di Pisa, in Regione, in Parlamento e ovviamente, in questo caso nei suoi dieci anni di mandato da sindaco, dal 1965 al 1975.

Il libro raccoglie le riflessioni di Giacomo Maccheroni sindaco e amministratore della città in un decennio per la stessa, che fu catastrofico, subendo gli ingenti danni ricevuti nel corso della alluvione del novembre 1966 e il tempo che occorse per ripararla dai danni e disegnare per essa un piano regolatore urbanistico tuttora presente e con il quale confrontarsi.

libro di Maccheroni

Maccheroni è stato sindaco in anni importanti e ha fatto la storia di questa città. La sua esperienza può essere una grande lezione per tutti coloro che amministrano una città o semplicemente la vivono in prima persona come ha sempre fatto lui. Vorrei come già accaduto, ricordarlo per come affrontò con coraggio, forza e determinazione il dramma della alluvione del ‘66, che mise in ginocchio la cittadina. Un ricordo che ci porta a quanto stiamo vivendo in questi drammatici mesi di pandemia”.

Lo stesso Giacomo Maccheroni racconta lo spirito del libro che non ha voluto essere una biografia di fatti e personaggi ma una guida di azioni intraprese, di insistenze e progetti nei quali ad emergere è sicuramente l’ambito di uffici e collaboratori con i quali egli seppe creare uno spirito di squadra.

Gli uffici che sono in grado di muoversi in tempi corretti, che non conoscono il bizantinismo dei tempi lenti e nocivi per ottenere un risultato che possa seguire la necessità per la quale si agisce.

A Pontedera nessuno si scorda di lui, lo indicano come il “Guascone”, quello della “Alluvione”, “Onorevole”, una parola sempre presente per chi lo cerca, una attenzione sempre costante a ciò che accade e all’ambiente che lo circonda.

Bella anche la parodia della bicicletta come visione della politica. Quando gli insegnarono ad andarci, la prima istruzione fu quella di non guardare i pedali e nemmeno per terra ma davanti, quella è la visione che deve avere un sindaco, guardare dove intende portare la bicicletta, se ci si limita a guardare i propri piedi si va incontro al danno sicuro.

Ne parliamo nei nostri notiziari che possono essere seguiti in contemporanea su cellulare o smartphone con la diretta di live TV.

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