Perde peso l’ipotesi del voto a giugno

La crisi di governo precipita e anche il Pd in qualche modo intravede la possibilità del voto a giugno. Nella serata del 14 gennaio tuttavia prevale un'altra ipotesi: quella di una nuova maggioranza più larga, senza Renzi e Italia Viva ma con i cosiddetti 'responsabili'.

Le elezioni continuano a chiedoerle con forza i partiti del Centrodestra dal 2019, da quando saltò il primo governo Conte. Sono soprattutto Salvini e Meloni ad insistere, e in particolare Fratelli d'Italia, secondo i sondaggi, potrebbe guadganare molti consensi (e parlamentari) rispetto al 2018. Non è un caso che già al mattino l'opposizione abbia formalizzato la richiesta di una comunicazione in Paralmento del presidente del Consiglio.

La novità di un possibile voto a giugno, all'indomani della mossa di Renzi che ha ritirato le sue ministre Bellanova e Bonetti e il sottosegretario Scalfarotto, era emersa già prima della riunione del vertice politico del Partito Democratico. Il decreto approvato nella notte dal Consiglio dei Ministri ha di fatto rinviato le elezioni amministrative a maggio. Quelle politiche potrebbero esserci nello stesso periodo, o probabilmente a giugno, confiodando in una attenuazione della crisi sanitaria. Ma i segnali che arrivano da Palazzo Chigi sono adesso di segno opposto.

Giuseppe Conte in bilico, ipotesi voto a giugno

foto: governo.it

Conte incontra Mattarella

Nel pomeriggio il presidente Conte è tornato al Quirinale. Al presidente della Repubblica ha comunicato le dimissioni delle due ministre e del sottosegretario di Italia Viva, poi ha parlato della situazione che si è creata, Filtrano pochi particolari, nel comunicato ufficiale c'è scritto che "Conte ha rappresentato la volontà di rpomuovere in Parlamento l'indispensabile chiarimento politico". Farà la sua comunicazione, dunque. E Mattarella "ha preso atto" dei suoi intendimenti.

Poche le reazioni in Toscana

Stupisce il fatto che dalla Toscana ci siano poche reazioni ufficiali. Uno dei primi (e dei pochi) ad aver parlato è il presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo (l'intervista è nel telegiornale di oggi 14 gennaio). Già mercoledì sera aveva espresso il suo disappunto. Aveva infatti scritto: "Di fronte a una emergenza sanitaria, economica e sociale come quella che sta vivendo il nostro Paese la risposta non possono essere divisioni e interessi di parte. Spero ci sia ancora spazio per ricucire e che questo accada in fretta. Io credo non ci possa essere niente di peggio che non avere un governo durante una pandemia dagli effetti devastanti. Quello che serve adesso, per di più con le risorse che arrivano dall'Europa, è cambiare il Paese, non far cadere il governo".

 

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