Ammanco di 650.000 euro da Comune Collesalvetti: droga e giochi on line

COLLESALVETTI- Arriva la pista reale di quel vistoso ammanco uscito dal Palazzo Civico e che prima della pandemia aveva tenuto banco nelle battaglie politiche ed elettorali.

Ora, al di là dello scontro politico e ricordando che la denuncia dell’ammanco era partita proprio dal sindaco uscente Lorenzo Bacci, scoprire come e perché. Un ammanco che è stato ricostruito in modo pedissequo dalla Guardia di Finanza del comando provinciale di Livorno.

Si arriva ad una somma complessiva di oltre 650 mila euro, più della cifra inizialmente stimata e non verso argomenti emersi, anche toccanti, come quello di affrontare cure personali e costose a causa di un male grave.

Niente di tutto questo, la pista intrapresa è molto più grigia e si è allargata fino a coinvolgere 13 soggetti, 9 italiani, 3 tunisini ed 1 rumeno per i quali sono stati applicati 2 traduzioni in carcere, 1 arresto domiciliare e 3 obblighi di dimora.

Tutti sono stati oggetto di perquisizione a carattere personale e locale. Il denaro che ha provocato, specialmente per le economie di un comune quale Collesalvetti, un ammanco così grande ed impiegato per il riciclaggio di denaro con lo scopo di acquistare droga e carte ricaricabili per il gioco on line.

Inchiesta

Riassumendo il percorso di questo ammanco hanno lavorato insieme le fiamme gialle di Livorno e Pisa. Indagine che nasce a Collesalvetti dopo che la dipendente per fattori personali si ammala e chi la sostituisce scopre l’esistenza di incongruenze e da li si giunge alle sue dimissioni e alla denuncia nei suoi confronti.

Seguendone le tracce, i finanzieri hanno scandagliato le abitudini della persona indagata, riscontrando l’acquisto di carte ricaricabili per le scommese on line e di sostanze stupefacenti.

Nel corso degli accertamenti, l’indagata arriva a rivelare di essere stata vittima di presunte attività estorsive da parte di ignoti soggetti extracomunitari, che l’avrebbero minacciata di rivelare la sua tossicodipendenza, portandole via il cane come ostaggio.

Le indagini allo stato mostrano, però, un altro spaccato: un ammanco doloso alle casse del Comune dal 2009 al 2018 (terminato con il suo licenziamento nell’ottobre 2019) e l’utilizzo dei proventi illeciti per acquisti di quanto detto.

Le investigazioni hanno consentito di individuare altri soggetti dediti a una florida attività di spaccio nel territorio di Pisa. Durante le intercettazioni nei confronti degli spacciatori, che si avvalevano negli spostamenti anche dei figli minori per non destare sospetti.

Gli Indagati peraltro, hanno operato imperterriti anche durante la fase del primo lockdown.

Una conclusione della quale ne parliamo nei nostri notiziari che possono essere seguiti su cellulare e smartphone in contemporanea con la diretta di Live Tv.

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