Crisi di governo: botta e risposta tra Donzelli e Rossi

Crisi di governo: botta e risposta in tv, su Telegranducato, tra Enrico Rossi e Giovanni Donzelli. Il primo è l’ex presidente della Regione e adesso è membro della direzione nazionale del Pd (oltre che commissario del partito in Umbria). L’altro, Donzelli, è oggi il responsabile nazionale dell’organizzazione di Fratelli d’Italia. Con loro abbiamo parlato degli ultimi sviluppi che lunedì e martedì sfoceranno nel dibattito in Parlamento.

Donzelli: il voto unica soluzione alla crisi di governo

Per Donzelli il voto è l’unica via d’uscita alla situazione di crisi politica. E in una fase difficile come quella che viviamo non può essere efficace un governo basato su una maggioranza risicata o precaria. Sarebbe rischioso per la salute andare alle urne? In realtà, fa notare, “è proprio il governo che ha decretato che le suppletive debbano svolgersi nei prossimi mesi, entro il 20 maggio”.

Da Fratelli d’Italia non potrà esserci nessun sostegno né a Conte né a un governo tecnico o istituzionale. A livello regionale la rottura dell’alleanza tra Pd e Italia Viva, se sarà replicata anche qui, non porterà tuttavia sconquassi. “I numeri – dice Donzelli – consentono al Pd ci governare anche da solo”.

Crisi di governo: confronto in tv

Giovanni Donzelli (Fdi) a ed Enrico Rossi (Pd) collegati in TgNews Mattina

Rossi: nessun automatismo, ma qualcosa può accadere anche qui

Il tema l’abbiamo posto anche a Enrico Rossi. E lui prima ha detto che non ci può essere un automatismo tra quello che accade a Roma e le alleanze in Toscana. Ha citato le sue esperienze da sindaco di Pontedera (con l’alleanza con il Psi) e anche da presidente della Regione. Poi però ha detto che potrebbe esserci un avvicinamento anche qui con il Movimento 5 Stelle, in nome di un’alleanza nazionale che ora si è consolidata.

Le vicende di questi giorni ricordano quello che accadde in Toscana nell’estate del 2014, quando in Consiglio regionale si discuteva del Pit (il Piano di indirizzo territoriale) della Piana fiorentina. “Se non fosse passato mi sarei dimesso – ricorda Rossi – e mi arrivò il sostegno anche di alcuni settori del Centrodestra”. L’alternativa era quella di decadere tutti con un anno di anticipo, un po’ come accadrebbe adesso (due anni prima della scadenza naturale).

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