ENI e suo futuro, i sindacati chiedono mantenimento posti lavoro

STAGNO – Fiom-CGIL, FIM CISL e UILM con presidio e volantinaggio all’ingresso della raffineria ENI per segnalare l’attenzione sindacale al futuro.

Una rappresentanza nel rispetto delle norme anti covid per evitare assembramenti ma anche perché si tratta di un passo di “monitoraggio” non di lotta in quanto la strada per avere piena consapevolezza di quello che accadrà in futuro è ancora avvolta nelle nebbie.

Qualche mese fa l’intervento dell’AD dell’Eni Claudio de Scalzi aveva indicato importanti cambiamenti che interessavano il gruppo coinvolgendo anche la parte della produzione carburanti, che è una delle attività di punta della raffineria di Stagno.

ENI Stagno presidio sindacale

Ma in relazione alle norme indicate dall’Unione Europea sulla conversione dedicata al rallentamento dei cambiamenti climatici e ad un più pragmatico sensore che vede intrapreso il cambiamento delle voci di riferimento energetico in campo, lo hanno mosso ad assicurare che entro il 2050 l’Eni non sarà più la stessa.

Mancano ancora 30 anni ma nel corso di questi i cambiamenti vanno attuati, come?

Si discute su diverse progettualità come il progetto Waste-To-Fuel ma di questo al momento non è stato di fatto stralciato da atti amministrativi né a livello regionale e neanche a livello governativo.

Per diverso tempo si è parlato di riconversione della raffineria a Biodiesel HVO, progetto pe ril quale l’ENI non ha reso pubblico, neanche a livello preliminare o di studio di fattibilità, alcunchè di concreto.

ENI di Stagno

A prescindere dalla concretezza ancora assente, i sindacati hanno raccolto la voce per la quale gli attuali 1000 lavoratori complessivi non rimarrebbero tali perché il dialogo tra le parti sembra che il numero indicato più volte sia 400, il 60% di meno.

Per questo motivo le OO.SS hanno iniziato con una azione morbida, quella di un volantinaggio davanti all’ingresso dell’ENI per avvisare i lavoratori delle azioni che verranno intraprese dai sindacati di categoria.

I sindacati infatti intendono organizzare un presidio, insieme con la RSU, secondo le possibilità al momento permesse dalle condizioni pandemiche e così anche sotto Confindustria perché al tavolo del percorso di trattative siano presenti anche in sindacati e che si vada incontro ad un accordo tra Azienda ENI e Sindacato CGIL-CISL-UIL si garantisca il mantenimento dei livelli occupazionali in qualsiasi cambio di appalto e di conversione si prendesse la decisione di operare.

Ne parliamo anche nei nostri notiziari che possono essere seguiti in contemporanea su cellulare e smartphone con la diretta di Live Tv.

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