Rider travolto e ucciso. Economista Roventini: “precarietà inaccettabile”

E’ inaccettabile certa narrazione giornalistica sui rider di successo. La realtà è un’altra, purtroppo. E lo dimostra anche la tragedia di Montecatini, dove un rider di 47enne è morto investito da un’auto mentre faceva le consegne. Il giudizio severo, dopo alcuni articoli entusiastici su come sia possibile “svoltare” in meglio grazie ad una occupazione “di per sé precaria”, è di Andrea Roventini, professore di economia alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

I rider non hanno sufficienti tutele

La vittima dell’incidente stradale è Romulo Sta Anna, ora la sua morte lascia nella disperazione la moglie e due figli. A quanto si apprende era stato costretto ad accettare quel lavoretto perché aveva perso la sua precedente occupazione. “Serve una svolta nelle politiche del lavoro – continua Roventini – e intanto è stato comunque utile lo strumento del reddito di cittadinanza”. Gli facciamo notare che qualcosa evidentemente non ha funzionato. “Difficile – risponde – che le politiche attive del lavoro, e quindi i cosiddetti navigator, possano funzionare quando il Pil di un Paese diminuisce del 10%”.

La crisi di governo è un macigno sull'economia

La crisi politica di oggi ora pesa come un macigno sulle possibilità di ripresa dell’Italia. I tempi per il recovery plan sono stretti, occorre fare presto e bene. Teme che, anche se il quadro si ricomporrà, saremo tuttavia di fronte ad una maggioranza più instabile, meno efficace nel guidare i processi. Roventini esprime un giudizio sostanzialmente positivo sul ministro Gualtieri, anche se giudica contraddittorio l’endorsemente del presidente di Confindustria.

Sergio Mattarella con Roberto Fico

foto: quirinale.it

E' l'ora della patrimoniale, secondo Roventini

Con Roventini abbiamo parlato anche del suo sostegno all’ipotesi di una imposta patrimoniale sui grandi redditi (nei tg della sera del 1 febbraio un'ampia sintesi). Ormai secondo lio non può essere più un tabu per la politica italiana. E non è vero che, almeno nell’ipotesi formulata da alcuni parlamentari di sinistra, colpirebbe la classe media. “Sarebbe interessata di fatto solo 10% della classe più ricca e si potrebbe ridurre questa percentuale al 5%”.

Condividi questo articolo

Pubblicità