La Chiesa della Spina riapre alle mostre con l’arte di Giovanni Maranghi

PISA - La Chiesa della Spina riapre alle mostre con l’arte di Giovanni Maranghi. E' visitabile fino al 2 marzo una mostra personale di Maranghi, curata da Riccardo Ferrucci, in cui l’artista presenta un’installazione pittorica dedicata alla donna.

“Mastica e sputa” è il titolo dell’allestimento, liberamente tratto dalla celebre canzone di Fabrizio De André “Ho visto Nina volare”.

La Chiesa della Spina riapre alle mostre con l’arte di Giovanni Maranghi

 

La mostra, organizzata da Casa d'Arte San Lorenzo per il Comune di Pisa, in collaborazione con C.R.A. Centro Raccolta Arte di San Miniato e il supporto di FuoriLuogo, vanta il patrocinio del Comune di Pisa e il sostegno della Banca di Pisa e Fornacette, il Patrocinio morale della Fondazione De André di Genova e dell’UNESCO sezione di Pisa.

 

Significativo, in tempo di Covid, il messaggio che, con questa mostra, lancia l’amministrazione comunale pisana dalle parole dell’assessore alla Cultura Pierpaolo Magnani dice: «Con la mostra di Giovanni Maranghi – dice l’assessore alla cultura Pierpaolo Magnani - prosegue l’attività espositiva alla Chiesa della Spina con un autore toscano tra i più affermati anche a livello internazionale. La mostra ha un sapore particolare perché i tre dipinti sono dedicati al cantante Fabrizio De André e in particolare alla sua canzone “Ho visto Nina volare”. È bello questo dialogo tra un raffinato artista toscano e uno dei grandi poeti del nostro secolo, Fabrizio De André. La città continua a offrire nei limiti del possibile e del sicuro qualcosa all’animo dei cittadini e dei turisti, aprendo la Chiesa della Spina alle suggestioni dell’arte contemporanea».

«Ho sempre cercato – afferma l’artista – fin dagli anni della scuola d’Arte di essere un attento osservatore di tutto ciò che mi si presentava davanti.
Penso che l’essere curioso sia sempre pronto più di altri a cercare di comprendere tutto ciò che gli accade intorno.
Ho legato la mia vita al mondo dell’arte, pensando che sia basilare rubare giorno dopo giorno tutto ciò che le opere altrui mostrano.
Rubare con gli occhi un passaggio cromatico, un segno grafico, ma anche una nota musicale, un profumo o quant’altro un artista crea, è alla base della crescita e dello sviluppo di un proprio alfabeto.
Usando una metafora non mia, potrei dire: mangia il tutto, masticalo bene, trattieni ciò che è buono per te, sputa il resto.
Questo mi ha ricordato il refrain, “mastica e sputa” del brano di De André che ho preso in prestito per questa mostra».

«Il racconto del cantante genovese – scrive il critico Ferrucci – diventa la partitura ideale per un viaggio poetico del nostro artista che incontra ricordi personali e recondite armonie nelle parole del cantautore».

Infatti questa mostra è nata dal sapore del ricordo, come ci spiega lo stesso Maranghi: «Nella seconda metà degli anni ‘90, a Castiglioncello, dove passavo con tutta la mia famiglia (moglie, suoceri e due bambini in tenerissima età) l’intera estate, arrivava da un paese a nord di Kiev poco lontano da Cernobyl, ospite di una famiglia di amici nostri vicini, una bambina bionda con gli occhi celesti di nome Nina. Tutto questo successe per varie estati in relazione a un accordo con una associazione umanitaria.
Durante i primi mesi di quest’anno, costretto dal Covid fra le mura domestiche, mi è successo come a tanti di noi di riaprire vecchi cassetti, album di foto e altre cose smarrite nella memoria.

Mostra alla Spina

Mostra alla Spina

Tornando indietro di qualche anno, devo dire che ho sempre amato ascoltare le interpretazioni di Fabrizio De André e fra queste una un po’ melanconica, ma ricca di immagini per un attento sognatore, era ed è “Ho visto Nina volare”.
Perciò avuta in mano quella foto, ascoltando la canzone, ho iniziato ad immaginare sull’altalena di Fabrizio, la mia Nina, la bella Nina dagli occhi celesti che aveva fatto innamorare i miei piccoli figli.
Sicuramente per lei passare l’estate a Castiglioncello voleva dire cambiare radicalmente vita e scoprire un mondo nuovo e diverso dal suo, ma nonostante ciò rimaneva in lei la sua aria di malinconia, un po’ come le note di De André.
Quindi un modo di legare un bellissimo ricordo, una bellissima canzone a dei bellissimi bambini».

La Chiesa della Spina riapre alle mostre con l’arte di Giovanni Maranghi

Mostra di Maranghi

Mostra di Maranghi

Il critico d’arte Riccardo Ferrucci, parlando della poetica di Maranghi, sottolinea l’originalità e la modernità dell’artista fiorentino.

La nostra mittente ha realizzato un servizio inserito nel nostro telegiornale e visibile on line sulla nostra live tv.

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