Giurano i ministri del governo Draghi, in un modo molto diverso dal passato. Il Covid adesso impone il distanziamento e tra una firma e l’altra cambia anche la penna. Naturalmente mascherine per tutti e nessuna stretta di mano. Ma al di là della forma, adesso cambia la sostanza. Ed è che l’Italia oggi ha un nuovo governo, in gran parte, perlomeno nei posti chiave, composto da tecnici. Fedelissimi al verbo dell’ex presidente della Bce.
Nessun ministro toscano. Per Enrico Rossi "non è un problema"
Nell’esecutivo non ci sono ministri toscani. E la cosa ha generato qualche malumore nella nostra regione. Enrico Rossi, ospite della trasmissione “Elementi” su Telegranducato,

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rivela tuttavia che “quello non è il problema, l’importante è che i ministri ascoltino le istanze del territorio”. Dall’altra parte Giovanni Donzelli, responsabile organizzativo di Fratelli d’Italia, sostiene che sarà l’opposizione (la loro) a rappresentare la Toscana.
Mentre giurano i ministri, si pensa alle infrastrutture e al turismo
La nostra regione guarda con attenzione soprattutto ad alcuni ministeri. Intanto quello del turismo, che ora è scorporato da tutti gli altri. Lo guiderà Massimo Garavaglia della Lega, che dovrà studiare al più presto le strategie per la ripartenza. Si raccorderà con il collega di partito Giancarlo Giorgetti, che avrà la delega allo sviluppo economico.
Non c’è più Paola De Micheli alle infrastrutture. Al suo posto un tecnico super esperto, Enrico Giovannini. Dovrà sbloccare il corridoio tirrenico, far partire la darsena Europa a Livorno, potenziare i treni, sciogliere i dubbi sugli aeroporti. Un compito difficile ma decisivo. E che soprattutto potrà disporre di ingenti finanziamenti nazionali e soprattutto europei.
Sanità, giustizia e ambiente ministeri 'chiave'
Strategico anche il ministero all’università, affidato a Cristina Messa. La sanità resta in capo a Roberto Speranza che rappresenta una opportuna continuità nella complessa gestione della pandemia.
Il nodo cruciale della giustizia dovrà sbrogliarlo Marta Cartabia. Fino a settembre è stata la presidente della Corte Costituzionale, due mesi fa ha tenuto alla Scuola Sant’Anna di Pisa una lezione sulla scuola e sull’università (che replichiamo più volte nel nostro palinsesto).
E poi tutti guardano con attenzione al super ministro della transizione ecologica, Roberto Cingolani. Perché da lui passano tante risorse del recovery plan e perché in fondo l’ambiente riguarda tutti noi.

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