Riapriremo (forse) dopo il 20 aprile

Alla fine la zona rossa di questo weekend pasquale risulterà meno pesante di quella che vivremo da martedì 6 aprile per altre due settimane, fino al 20 aprile. Sì, perché la Toscana, non da sola certamente, rientra oggi tra le regioni a maggior rischio di contagio. Non sono bastati sette giorni di chiusure, perché il virus circola ancora, provoca ancora casi gravi e molti morti.

L’ordinanza il ministro Speranza l’ha firmata sabato ed è passata un po’ in sordina. Stabilisce infatti che "alle  Regioni  Calabria,   Campania,   Emilia   Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana  e  Valle d'Aosta, si applicano, per un periodo di ulteriori quindici giorni, le  misure  della  c.d.  «zona rossa», nei termini già previsti".

Le regole della zona rossa

Quindi tutti in casa, tranne che per lavoro, salute e necessità. Che andranno documentati con l’autocertificazione scritta. Si potrà fare la spesa di generi alimentari (e non solo) ma molti negozi (quelli che non vendono prodotti di primaria importanza) dovranno restare chiusi. Anche le scuole restano chiuse, tranne le elementari e le prime medie (la deroga in questo caso l’ha decisa il governo,

La data del 20 aprile, con una incertezza

L’ordinanza (che trovate integralmente a questo indirizzo) contiene in verità anche una frase che si presta ad una diversa interpretazione. C’è scritto che questa è la decisione del ministro, sì, ma "fatta salva una nuova classificazione".

E tuttavia, in ogni caso, i dati di queste ultime giornate lasciano poco spazio all’ipotesi delle riaperture e del ritorno in zona arancione. Ne riparleremo dopo il 20, sperando cdi aver già fatto un salto in avanti nelle vaccinazioni.

Un servizio con tutti i nuovi dati è nei nostri telegiornali in diretta (anche in streaming) di oggi 5 aprile

 

 

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