Quarto Potere compie 80 anni ed è sempre attuale

Washington- Gli ottanta anni di Quarto Potere, così attuali anche nei nuovi mari dei Social, questo è il merito di un compleanno, 80, al genio di Orson Welles.

Per gli amanti del cinema, del linguaggio della telecamera e l’uso che puoi fare con questo strumento, il film Quarto Potere, va oltre il tema trattato, peraltro un duplice lettura.

Dal punto di vista della trama in se, Quarto Potere è la narrazione della ascesa e del crollo di un grande magnate americano, Charles Foster Kane.

Dalla miseria alla portentosa ricchezza, il magnate è il rappresentante simbolo del sogno americano e del suo percorso di idea per la quale nel paese più liberale e democratico del mondo, ognuno ha la possibilità di salire dal gradino più basso a quello più alto della società.

Orson Welles dette vita a questo film che fu un grande flop di pubblico perché in realtà emergeva l’avidità e la sfrenata ambizione come motore dell’uomo protagonista della pellicola, fino al delirio e alla autodistruzione legata ad una somma di paranoie che lo accompagnano alla morte.

Una vera condanna al sistema americano in generale e che ai tempi in cui la pellicola venne prodotta, uscendo nelle sale cinematografiche il 1° maggio 1941, era visto come “sovversivo e comunista”.

Quarto Potere

Si era in pieno conflitto mondiale, gli USA ne erano ancora fuori ma non sarebbe stato ancora per molto, stava per essere coinvolta anche l’Unione Sovietica e la guerra aveva ancora uno scenario limitatamente europeo.

La descrizione della vita dell’uomo non è però una biografia ma una scelta dettata dalle indagini mosse dai giornalisti che raccontano la storia del magnate seguendo le indicazioni volute dalla direzione della testata per la quale lavorano e questo si lega alla antipatia che sorge tra Mister Kane e il direttore della testata e indica il potere della stampa, cioè del modo di costruire parole e racconti che evidenziano il Quarto Potere dato dal titolo.

In relazione alle novità date dalla tecnologia delle scelte di ripresa nascono le dissolvenze, le soggettive, i flashback, i primi piani narrativi, insomma la telecamera diviene un soggetto operativo, un elemento narrativo che per certi versi induce lo spettatore ad essere assimilato alla visuale della telecamera e quindi abbracciarne la “causa” magari fino a condividere l’opinione del Quarto Potere che la impiega.

Un Quarto Potere che si traduce oggi nelle battaglie sui social, nelle bolle di chi è con e chi è contro e che diviene difficoltoso dirimere tra vero e falso fino a creare nel lettore la necessità di scegliere se stare dalla parte dei favorevoli o dei contrari, del credere o non credere.

A completamento dei nostri notiziari che possono essere seguiti su smartphone o cellulare in contemporanea con la diretta di Live Tv.

Condividi questo articolo

Pubblicità