Lions Labrone, premio alla “squadra”

Livorno- Il Premio Lions Labrone al personale sanitario del presidio ospedaliero della città, consegnato quale segno di gratitudine per l’impegno profuso contro il Covid-19

In occasione del giorno festivo della città per la ricorrenza di Santa Giulia, il plesso ospedaliero ospita la cerimonia alla quale è presente una delegazione dei vari rappresentanti del mondo sanitario ospedaliero insieme ai rappresentanti del Lions Club Livorno Host.

L’assegnazione del riconoscimento ai “migliori” è un evento tra i più tradizionali del Club e risale al 1958, anno della prima edizione.

Lions Labrone Livorno Host

Una lunga lista di nomi insigni la corredano: Renato Natali, Francesco Cecioni, Giorgio Caproni, Bruno Miniati, Salvatore orlando, Furio Diaz, Carlo Azeglio Ciampi, Nicola Badaloni, Osvaldo Peruzzi, Riccardo Marchi, Gaetano d’Alesio, Elio Toaff, Alberto Ablondi, Ernesto Laviosa, Italo Piccini, Paolo Virzì, Paolo Dario, insomma nomi che da soli, singolarmente, raccontano pagine della storia cittadina davvero significative.

Questo però è stato un anno sociale e nel 65 esimo anniversario dalla fondazione del Club, alle molte iniziative dedicate alla città come il Mascagni Festival, il Murales dedicato alle Leggi Livornine e altri interventi che avverranno nel corso di questi mesi, ecco la scelta da parte della Presidenza di voler conferire un Premio Lions nuovo, con un volto realizzato con la statua di Ercole Labrone, un simbolo arcaico della città che da una lontana età arcaica, nella forma e nei significati suggeriti dallo stesso manufatto, il Lions ci ha individuato lo spirito labronico, forte e scomposto, come una giornata di Libeccio.

Un premio al singolo che diviene un premio ad una squadra perché è il suo insieme il suo interagire che compone il risultato di questa lunga lotta che ora tende ad un orizzonte di probabile conclusione grazie al diffondersi e distribuzione dei vaccini.

consegna premio Lions Labrone

Non bisogna però dimenticare che la soluzione vaccinale è arrivata dopo un lungo periodo nel quale il fronte medico ha lottato con ogni forza possibile per trovare soluzioni che salvassero più vite possibili.

Un impegno che ha avuto anche dei costi, in vite umane e che spesso è stato tradotto con termini bellici, come medici in prima linea, la trincea della guerra contro il covid, il fronte diretto.

Insomma le forze unite del mondo medico contro un nemico subdolo, armate inizialmente, come il nostro Ercole Labrone, di una rudimentale clava con la quale soccorrere i bisognosi, compiendo ogni sforzo possibile in attesa che arrivasse l’arma solutiva.

Ne parliamo nei nostri notiziari che possono essere seguiti in contemporanea su cellulare e smartphone con la diretta di Live Tv.

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