Sanità in rivolta, i sindacati proclamano lo stato di agitazione

FIRENZE - Scontro sempre più forte tra il mondo della sanità e la Regione Toscana. Lunedì con voto unanime le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato lo stato di agitazione, annunciando "iniziative di lotta da attuarsi nel breve e nel medio periodo".

Il blocco di 2mila assunzioni per coprire il turnover degli ospedalieri, spiegato con il buco da 420 milioni di euro stimato nel bilancio preventivo della Regione Toscana, ha creato un fronte compatto di protesta come non si vedeva da almeno un decennio. Da tempo i sindacati lamentano forte carenza di personale sanitario, che si tratti di infermieri, medici, oss, tecnici, denunciando il blocco delle assunzioni da parte della Regione. Nelle ultime settimane si è aggiunta anche la sospensione dei sanitari, pur non tantissimi, che non si sono vaccinati e che dunque sono stati allontanati dal lavoro.

Per i sindacati, entro il 31 dicembre dovranno essere assunti 1200 infermieri ed operatori socio sanitari, oltre a 400 medici ed altrettanti tecnici sanitari ed amministrativi. Oggi l'organico degli ospedalieri contra 55mila persone.

I sindacati nel documento diffuso al termine dell'assemblea di ieri parlano di "situazione critica nella quale si trovano i servizi sanitari regionali, sia a causa del permanere dell’emergenza pandemica e della conseguente necessità di sostenere l’espansione delle attività legate al Covid, sia di garantire il mantenimento della rete ordinaria dell’assistenza".

Pronta la replica della Regione:"Nell’ultimo mese e mezzo sono state autorizzate oltre 600 tra assunzioni e proroghe. Quindi non siamo di fronte ad un blocco ma ad un metodo che si basa sul tenere insieme le esigenze operative delle aziende con una gestione oculata e attenta degli aspetti finanziari - il commento dell'assessore alla sanità Simone Bezzini, che sottolinea di - comprendere e condividere totalmente le preoccupazioni espresse dai sindacati, con i quali ci sarà un confronto aperto".

Quanto al personale sospeso dal servizio per non aver effettuato il vaccino anti Covid, l'indicazione che arriva dalla Regione è che "sia sostituito tempestivamente con forme contrattuali flessibili a breve termine, nell’ordine di un mese circa, con esplicita previsione di rinnovo".

Il servizio nel corso dei nostri notiziari (14.30 e 20.30) visibili in diretta anche sulla Web TV.

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