Le date e le scadenze del dopo-Mattarella

L'enigma del dopo-Mattarella a fine anno è ancora irrisolto. E nella serata in cui il presidente rivolge agli italiani l’ultimo discorso del suo mandato (in diretta su Telegranducato), tutti ci facciamo una domanda. Cosa succederà adesso?

Al di là della scelta (difficile) del nome del nuovo capo dello stato ci sono dei punti fermi. E alcune date certe.

Le date del dopo-Mattarella

La prima è la scadenza del mandato di Mattarella: il 3 febbraio. Significa che entro quella data ci dovrebbe essere il nuovo inquilino del quirinale.

L’altra data certa, perché annunciata pubblicamente, è quella dell’avvio della procedura formale. Tocca al presidente della Camera Roberto Fico: manderà una lettera di convocazione già martedì 4 gennaio. E lì ci sarà scritto (quasi) tutto. In particolare sapremo il giorno della prima convocazione del Parlamento: saranno riuniti insieme Camera e Senato e ci saranno anche i grandi elettori scelti dalle Regioni (tre per ciascuna di esse tranne che per la Val d’Aosta che ne ha uno solo).

L’ipotesi prevalente è che la convocazione avvenga nell’ultima settimana di gennaio, che comincia lunedì 24. Per le prime tre votazioni è necessaria la maggioranza dei due terzi, dal quarto voto in poi basta la maggioranza semplice. C’è tutto nella Costituzione, nella parte che trovate a questo link.

Il ruolo dei Consigli regionali

Nel frattempo naturalmente toccherà alle Regioni farà la loro parte. E quindi anche Antonio Mazzeo, presidente del Consiglio regionale toscano, dovrà convocare l’assemblea. Accadrà certamente dopo il 10 gennaio in modo da terminare la procedura per tutti entro il 15.

Complicato? Si, ma non troppo. E un po’ ci siamo abituati, visto che pochi anni fa per la prima volta l’abbiamo vista per due volte in due anni. Nel 2013 accadde per il bis forzato di Napolitano, nel 2015 per eleggere Mattarella. Più che per le date il novo vero è allora quello del candidato. E come sempre i giochi si decidono all’ultimo momento.

Foto: Quirinale.it

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