Base militare a Coltano all’interno del Parco: il dibattito si è riaperto

PISA - Base militare a Coltano all'interno del Parco: il dibattito si è riaperto. Dopo le polemiche, le proteste e le prese di posizione delle istituzioni quello che sembrava un progetto ormai da realizzare si sta trasformando gradualmente in un'ipotesi come tante altre. Ora arriva anche la valutazione del comitato scientifico dell'Ente Parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli. "Dissenso e preoccupazione" sul progetto per la realizzazione di una base militare nell'area di Coltano (Pisa), che ricadrebbe in una zona naturale  protetta.Così il comitato scientifico dell'Ente Parco Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli, composto dai rappresentanti dell'Università di Pisa e del Cnr, in una lettera aperta nellaquale annuncia che "porterà questo caso all'attenzione della Commissione europea, giustificando su basi scientifiche e tecniche l'inammissibilità di questa opera in un area naturale protetta".

Nelle scorse ore BAni ha nuovamente  confermato la sua posizione in occasione della cerimonia di piantumazione di nuovi alberi all'interno del PArco. Il comitato scientifico del parco spiega di essere venuto a conoscenza "di tale provvedimento governativo solo a mezzo stampa, e senza ricevere comunicazione ufficiale da parte del presidente del Parco nella riunione del 12 aprile". "Il progetto - viene ricordato - riguarda la realizzazione di un complesso edificato che risulterebbe di 13 volte più grande rispetto all'esistente area dismessa" con volumi "che andrebbero a ricadere entro i confini del Parco. Sulla base della conoscenza scientifica del territorio in questione e della sua biodiversità, il Comitato si dichiara fermamente contrario alla collocazione di una tale struttura all'interno di un'areanaturale protetta così delicata e dai fragili equilibri. La zona selezionata dista meno di due km dal sito tutelato dalla Rete europea Natura 2000 denominato Selva Pisana, già fortemente impattato dalla presenza dell'area militare americana di Camp Darby". Per il comitato scientifico "perseguire su questa strada vorrebbe dire compromettere irreparabilmente tutta la porzione meridionale del parco". "Questo progetto non sembra rispondere a nessuna delle missioni del Pnrr e del Recovery plan europeo - siosserva ancora -, che hanno tra gli obiettivi fondamentali la lotta al cambiamento climatico, la transizione verde e giusta e la protezione della biodiversità. Quello che appareinammissibile, anche sul piano scientific o, è che nella proposta di progetto si dichiari che questi lavori contribuiranno 'a sostenere la transizione verde'. Vedremo nelle prossime ore cosa succederà e  come si svilupperà il dibattito.

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