LIVORNO - Dopo due anni la festa della Repubblica, anche a Livorno, torna alle tradizioni di sempre. Prima le autorità (civili, militari, religiose) depongono una corona al monumento ai caduti di piazza della Vittoria, poi un’altra al bassorilievo al partigiano.
Non ci sono discorsi ufficiali, più tardi al palazzo del governo il prefetto legge il messaggio del presidente Mattarella
Non ci sono però molti cittadini in piazza, e questo è un aspetto che certo dobbiamo evidenziare. Anche perché questo è un momento storico particolare, come ricorda un anziano bersagliere che al nostro telegiornale accomuna i drammi della guerra a quello che accade oggi nell’Ucraina invasa dai russi.
Le onorificenze dell’Ordine “al merito della Repubblica italiana” sono venti.
Commendatore è il generale dei carabinieri Fabio Alessandrini.
Il capitano di vascello Paolo Lavorenti è nominato ufficiale.
E poi ci sono i cavalieri, anch'essi insigniti in questa festa della Repubblica:
i capitani di vascello Marco Bagni e Curzio Paciifci, il capitano di fregata Gennaro Fusco, i carabinieri Enzo Bonifazi, Davide Cuomo, Salvatore Demontis, Pietro Testa. Il prefetto consegna il riconoscimenmto anche a Maria Letizia Casani (direttore dell’azienda sanitaria) sanitaria) nel giorno in cui Mattarella fa sfilare medici e operatori sanitari nella parata nazionale di Roma. Altri cavalieri sono Paolo Gherardi e Fabrizio Graverini (Vigili del Fuoco), il colonnello dell’esercito Yuri Grossi, il presidente di Confagricoltura Paolo Rossi, il comanandante della polizia provinciale Maurizio Trusendi, il vice presidente dell’Aido Maurizio Ulacco.
Sono tre le medaglie d’onore alla memoria dei cittadini deportati e internati nei lager nazisti. Sono per Armando Barsotti, Mario Menici, Nazzareno Ventura.










