VERSILIA - Sono passati ormai 26 anni da quel 19 giugno 1996 quando si verificò l'alluvione che interessò l’Alta Versilia e la Garfagnana e dove persero la vita 14 persone, 12 nella sola Cardoso, il paese più colpito, tra cui uno mai più ritrovato. 4500 abitazioni danneggiate, 3500 famiglie coinvolte, danneggiate centinaia di imprese, chilometri di strade distrutti.
In poco tempo sul posto, come testimoniarono anche le immagini realizzate sul posto da Telegranducato, le straordinarie precipitazioni causarono smottamenti, i corsi d'acqua si ingrossarono rapidamente. Le piogge continuarono a cadere nell'arco di tutta la giornata per poi scatenarsi il diluvio. La rapidità e la violenza improvvisa dell'evento trovò la sua giustificazione nel fatto che già dal mattino le fortissime piogge, unite alla siccità che da mesi affliggeva la zona, avevano reso ancora più fragili i già instabili versanti delle Alpi Apuane causando enormi frane di terra, detriti e tronchi che avevano bloccato, con sbarramenti temporanei, tutte le valli dei corsi d'acqua a monte di Cardoso che danno origine al torrente Vezza; si erano dunque creati svariati bacini di acqua che, cedendo poi tutti insieme di schianto nel primo pomeriggio sotto le incessanti precipitazioni, dettero luogo a un'onda di piena catastrofica, che ci deve far riflettere ancora oggi sulle problematiche relative all’ambiente ed al clima.










