Rifiuti e fisco, evasione “da consenso”

CASTIGLIONCELLO - Furono ben 7.000 gli svuotamenti di fognature, pozzi neri e fosse settiche di abitazioni residenziali e impianti industriali cui seguirono altrettanti incredibili sversamenti in un tombino della rete fognaria pubblica livornese, in particolare intorno a Castiglioncello. Operato scoperto  un anno e mezzo fa dalla Guardia di Finanza di Livorno, su delega della Dda della Procura della Repubblica di Firenze, cui si aggiunge ora il recupero a tassazione dei redditi “occultati” al fisco, 1 milione di euro, con 230 mila euro di IVA evasa constatata. Tutto è stato ricostruito, a conclusione della nota indagine “Stop stinks”,  in materia di traffico illecito di rifiuti.

Ma cosa emerse dalle indagini? Le investigazioni evidenziarono che la srl multiservizi, attiva anche nel corso del primo lockdown per la pandemia, eludeva la normale procedura di smaltimento dei liquami, considerati rifiuti speciali non pericolosi, sversandoli direttamente nella rete fognaria pubblica anziché conferendoli presso idonee strutture. Ometteva, inoltre, sia la redazione dei formulari previsti per la movimentazione e la gestione di questa tipologia di rifiuti, sia la predisposizione della documentazione contabile comprovante le attività di svuotamento e pulizia delle fosse settiche e dei pozzi neri nei villini e negli impianti industriali di Rosignano e Castiglioncello, nella provincia a sud di Livorno. È così che otteneva un importante risparmio sui costi, generando però una significativa evasione fiscale. L’inchiesta è stata definita con patteggiamento

 

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